Rane, nonni e ricordi

Ciao a tutti, sono Elena.
Cosa collegherà mai le rane ai nonni? Beh, oggi mi sento un po’ malinconica e vi volevo raccontare di come il gracidare delle rane mi riporti sempre indietro con la mente fino alla mia infanzia.
Rane o rospi, poi? Non saprei dire chi canta veramente, so solo distinguere una rana da un rospo, ma non so esattamente come funzioni. Probabilmente, in questo periodo, avviene qualche rito di accoppiamento e non sono così preparata.
In genovese rana si dice “rena” (con la “e” molto aperta) e rospo si dice “baggiu”. Ve lo scrivo come si pronuncia, non so assolutamente scrivere in genovese; parlarlo è un’altra cosa.
Per semplificare, parlerò solo di rane per tutto l’articolo.

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Sia io che Laura abbiamo sempre provato un affetto smisurato per i nostri quattro nonni e siamo state delle ottime ascoltatrici delle loro numerose storie. I nonni paterni sono un po’ più giovani e non hanno vissuto la guerra come la vissero i nonni materni – il nonno soldato e la nonna abbastanza grande da ricordare come si viveva nel quotidiano – ma ognuno ci ha arricchito con testimonianze importanti.
Vivo in campagna e vicino a me abitano i miei nonni paterni.
I nonni materni (protagonisti del racconto “Nonni liguri” prima parte, seconda parte, terza ed ultima parte) non ci sono più e abitavano nella città vicina, a una decina di chilometri da noi. Quando ero piccola, vivevano anche loro in campagna, ma, con il passare degli anni e dato che non avevano la patente, hanno dovuto cambiare casa e trovare un appartamento in città.
Le rane sono collegate alla loro casa di campagna. Le mie estati le dividevo tra casa mia e casa loro (erano le mie vacanze): io, la nonna Rina, il nonno Ninni e lo zio Giacomo (fratello della nonna) al quale volevo un gran bene, ma che ci lasciò quando avevo 6 anni.
Mi piaceva un mondo dormire lì, io dormivo nel lettone coi nonni oppure solo con la nonna, mentre il nonno andava in un altro letto.
Di notte c’era un gran silenzio e si sentiva soltanto il gracidare implacabile delle rane. Dopo un po’ diventava fastidioso, era difficile prendere sonno con quel “concerto”, ma la mia curiosità di bambina mi imponeva sempre di fare domande sulle rane ai nonni.
«Perché cantano?» chiedevo.
I nonni mi dicevano che “chiamavano l’acqua” e volevano la pioggia.
«E perché chiamano l’acqua?».
«Perché hanno la gola secca e a loro piace l’acqua».

Non so se fosse un detto contadino o, semplicemente, una storia da raccontare ai bambini, sta di fatto che per me era una cosa affascinante e il gracidare delle rane mi ha sempre accompagnato per tutte le primavere e estati.

In questi giorni, anche a casa mia si sentono una moltitudine di rane “cantare” e – anche se abito in campagna – ho un buon numero di vicini che usano l’auto e accidentalmente le schiacciano. Sì, perché le rane si piazzano anche in mezzo alla strada e, soprattutto di notte, è un pericolo per loro. Vi risparmio i dettagli di come sia vedere una rana schiacciata se non ne avete mai visto una.
Io, quando sono in macchina e illumino coi fari una rana, scendo e la sposto coi piedi. Mi dispiace proprio ammazzarle solo perché non sanno di doversi spostare. Peccato che non sia semplice fermarsi in tempo.
Beh, io salvo anche le lumache che attraversano la strada dopo la pioggia… le butto dall’altra parte (quando faccio una passeggiata). Alla fine, con la loro lentezza, non riuscirebbero a salvarsi la vita.
Sta di fatto che, con questo covid, le rane – forse perché c’è meno passaggio di macchine – sembrano essersi moltiplicate donandoci dei concerti senza eguali.
Quindi, in questi giorni, ripenso spesso alla mia infanzia coi nonni materni: le rane che gracidano sono uno dei miei punti deboli.

Elena

Foto di Jill Wellington da Pixabay

22 risposte a "Rane, nonni e ricordi"

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  1. Hai una sensibilità commovente, sai? E le storie, che poi assomibliano un po’ anche a quelle della mia infanzia, in certi casi, le sai descrivere benissimo. 🙂

    PS: Come tu riesca a vedere le lumache quando vai in macchina è un mistero per me!

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  2. Trovo che le rane siano creature abbastanza divertenti e timide, anche se non le toccherei (poiché alcune possono essere velenose).
    È vero che durante la stagione delle piogge, le rane a volte arrivano sulle strade che potrebbero essere fatali per loro. In ogni caso, durante la stagione delle piogge, guido il mio veicolo molto lentamente e faccio molta attenzione ogni volta che attraverso aree con stagni nelle vicinanze.
    Grazie signora per l’ennesimo bellissimo articolo .. 😊😊

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  3. Anche nel paese dove abito io c’erano delle rane (non nella mia zona. Nella mia zona, se si lasciano le finestre aperte, si sente il cri cri dei grilli), e da piccola, quando andavo a fare delle passeggiate le si vedeva saltare e se si guardava attenzione si vedevano anche i girini che nuotavano nell’acqua). 🙂

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