“La custode dei profumi perduti” di Fiona Valpy

Ciao a tutti! Sono Elena ed eccoci per una nuova recensione. Questa volta si tratta del romanzo di un’autrice del tutto nuova per me: Fiona Valpy. Le notizie su di lei sono brevi: inglese di nascita, ha vissuto sette anni in Francia con la famiglia dove ha ristrutturato una casa di campagna nei vigneti di Bordeaux e questa esperienza ha ispirato tutti i suoi libri.
Devo dire che questo si nota molto: il romanzo è ambientato in campagna e il tutto viene descritto nei minimi particolari: macinare la farina, preparare marmellate, osservare la natura e, infine, la cura delle api. In questo mi sono immedesimata in modo particolare, perché anche io e Laura ci occupiamo di apicoltura e di vita in campagna in generale.

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Intanto ecco di cosa parla “La custode dei profumi perduti”.

ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

Sperando che un nuovo inizio possa essere la cura per il suo cuore spezzato, Abi Howes decide di accettare un lavoro estivo nella campagna francese. Non appena raggiunge il meraviglioso castello di Bellevue, è subito rapita dal fascino antico di quella dimora e dai segreti che custodisce. E ben presto, complici gli echi del passato, Abi scopre una storia straordinaria, che avrà il potere di sconvolgere i piani della sua estate e, forse, della sua stessa vita.
Era il 1938 quando Eliane Martin si prendeva cura degli alveari nel giardino del castello di Bellevue. Incontrò Mathieu Dubosq mentre vendeva il miele al mercato e se ne innamorò perdutamente. Sembrava che niente potesse scalfire la loro felicità, invece le ombre della guerra si allungarono fino ai confini francesi. Nel caos generato dall’occupazione tedesca, Eliane e Mathieu vennero divisi e lei prese una decisione che sarebbe potuta costarle la vita: si unì alla Resistenza e combatté per la libertà della Francia. Ma la strada verso la liberazione fu lunga e, nei momenti più bui, il suo amore per Mathieu venne messo a dura prova.
Può una storia che arriva dal passato coinvolgere a tal punto chi la rivive?
La vicenda di Eliane riuscirà a risvegliare il coraggio e la determinazione di cui Abi ha bisogno?

ꕥ⭒ღ❀☼∘

Devo essere sincera; nonostante la mia affinità con la vita di campagna delle protagoniste, questo libro non mi ha entusiasmata. La narrazione si alterna tra Abi che vive nel presente e la vita di Eliane durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Dalla trama mi sarei aspettata qualcosa di più: nonostante le descrizioni dei lavori in campagna fossero molto accurate, le ho trovate un po’ pesanti e monotone. Il romanzo scorreva, in qualche modo, ma molto lentamente. L’idea era buona e i personaggi molto carini e familiari, però mancava qualcosa che tenesse col fiato sospeso.
Tutta la vicenda è stata abbastanza prevedibile. Durante la resistenza a qualcuno è andata male e mi è dispiaciuto, ma la trasposizione di questi avvenimenti è stata molto piatta. Ho trovato anche qualche piccolo refuso, ma probabilmente è comparso durante la traduzione. Comunque, questo romanzo mi ha trasmesso anche emozioni, si tratta di esperienze di vita durante uno straziante conflitto che, seppur con personaggi di fantasia, si è ispirato a fatti realmente accaduti in quei luoghi.
La storia nel presente di Abi ha trattato anch’essa temi forti, ma mi ha lasciato dei dubbi. All’inizio la ragazza era andata in Francia per prendere parte ad un corso di yoga con un’amica e il fidanzato ed in seguito ha accettato il lavoro al Castello di Bellevue. Poi questa amica è andata a trovare Abi, ma dopo non è più stata nominata. Sarò io ad essere pignola, ma sono dettagli che secondo me andrebbero curati di più rispetto a ciò che l’autrice continuava a descrivere in modo un po’ ripetitivo.

Eliane diventa un esempio per Abi, facendole capire il significato della parola “Resilienza” per sopravvivere a tutte le disgrazie e i dispiaceri della sua vita.

L’alternarsi della storia tra Abi e Eliane è stato poco chiaro. Non ho trovato qualcosa che legasse il susseguirsi delle due storie, se non un sottintendere che qualcuno (la proprietaria di Bellevue) stesse raccontando ad Abi la vicenda di Eliane. Inoltre, l’espediente a cui ha fatto ricorso per raccontare le due storie non mi ha convinta: Abi in prima persona, mentre la storia di Eliane è in terza. Avrei preferito in terza persona anche la parte di Abi.

E poi tante cose nel finale sono state lasciate un po’ al caso, magari le storie continueranno negli altri libri dell’autrice, oppure è semplicemente finita così.
Ripeto, l’idea era buona, ma non mi sono immedesimata più di tanto. Inoltre l’amore è poco espresso, seppure nella trama si scriva che Eliane si “innamora perdutamente”.

Mi sento comunque di consigliarlo per gli amanti della vita in campagna e delle testimonianze del passato: è stata comunque una bella vicenda, non troppo impegnativa nonostante il periodo storico in cui viene ambientata.

 

 

22 risposte a "“La custode dei profumi perduti” di Fiona Valpy"

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  1. Lo aggiungerò alla lista. Sappiate entrambe, Elena e Laura, che quasi tutti i vostri libri recensiti sono nel mio carrello. Avete proprio buon gusto, o per lo meno, il vostro rispecchia pienamente il mio!

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      1. Io (Elena) l’altro giorno ho finito l’ultimo libro autoconclusivo prima di cominciare la saga. Ho deciso di leggere prima tutti gli altri e poi dedicarmi a quelli. Tra poco posterò la recensione de “La lettera d’amore”😊

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      2. Ecco, sarà un viaggio intenso e magnifico, ve lo assicuro. Io non ho mai letto una saga, ma questa è senz’altro una storia che non dimenticherò mai, che, mi viene da dire, rimarrà scolpita nelle stelle.

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      1. Wow! Quindi, sotto sotto, sei un romanticone😜
        Beh, questo romanzo non mi ha entusiasmato molto, però lo consiglio a chi vuol leggere una storia scritta in modo leggero e ambientata in un periodo storico molto particolare😉

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      2. guarda che molte volte l’orrore va a braccetto con il romantico, anzi, ne è un sottogenere: infatti, si basa proprio sull’esaltazione delle emozioni e dei sentimenti

        vedasi Il castello di Otranto (che ho ho commentato molto ma molto ma molto brevemente da me, pensavo di avere scritto di più xD), Frankenstein e Dracula

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      3. esatto^^
        dovresti leggere il mio commento alla guida al cinema horror perke prima ancora di recensire il volume ho trascritto il prologo in cui spiegano come il nostro volere guardare film horror è per dare un senso ai nostri timori primordiali, timori che ci siamo tenuti anche se ormai non avendo più predatori naturali non abbiamo più ragione di avere

        cercalo online, è ineterssante come concetto

        Piace a 1 persona

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