The Xmas Carols #5 di Elena e Laura – Natale, neve e cioccolato

Buongiorno, amici! Eccoci al quinto appuntamento con “The Xmas Carols”! Oggi tocca a noi dare il nostro contributo e lo faremo con un racconto dal titolo “Natale, neve e cioccolato”.

Ringraziamo Shio per questa bellissima iniziativa del Xmas Carols e vi diamo appuntamento a domani con il blog Inchiostronoir.

Prima del racconto, ci presentiamo per chi ancora non ci conoscesse.

Siamo Elena e Laura, due sorelle di Genova che amano leggere e scrivere. Viviamo in campagna, dove gestiamo un’attività familiare, circondate dalla natura e da numerosi animali.
Abbiamo pubblicato il nostro primo romanzo rosa un po’ mistery, “Il segreto degli alberi”. Lo trovate su Amazon 👉 Clicca qui
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🕯️🎄NATALE, NEVE E CIOCCOLATO☃️🍫

Una palla di neve colpì la cassetta delle lettere proprio mentre Ella era intenta a chiudere il negozio. Si voltò di scatto e incrociò lo sguardo di due bambini intenti a fare una battaglia: sembravano mortificati. Ella sorrise e li salutò con la mano. I due sorrisero a loro volta e corsero verso il parco.

La ragazza sospirò: vedere dei bambini le faceva sempre un certo effetto. Aveva ormai superato la soglia dei trent’anni e ancora non aveva messo su famiglia. La storia con Josh era finita ormai da tempo, ed era convinta di aver fatto la scelta giusta, ma si sentiva terribilmente malinconica e cercava di attribuire la colpa alle imminenti feste natalizie e a tutta l’atmosfera gioiosa che la circondava. Il Natale: una ricorrenza che si trascorre in compagnia della famiglia e delle persone care; Ella lo sapeva bene e sapeva anche di non essere sola, aveva una famiglia che le voleva bene e che non le faceva mai mancare l’affetto di cui aveva bisogno. Sapeva anche che feste come quelle, però, era bello trascorrerle con una persona speciale, dalla quale difficilmente viene voglia di allontanarsi.

Scosse il capo e posò lo sguardo sull’insegna della sua cioccolateria: la scritta si leggeva bene, ma era innevata, decise che l’avrebbe sistemata il giorno seguente. Sentiva le gambe pesanti perché era stata in piedi tutto il giorno senza prendersi una pausa; i clienti, in quel periodo, si affollavano nel suo piccolo ma accogliente locale per degustare l’ottima cioccolata calda o per acquistare regali. Ella era felice che il suo lavoro non risentisse del brutto periodo emotivo che stava vivendo e lo riteneva un aiuto senza il quale, probabilmente, sarebbe sprofondata nell’autocommiserazione.

Proprio per questo motivo non aveva assunto nessun aiutante per il periodo natalizio come, invece, era stata solita fare negli anni precedenti: pensava che maggiore fosse stato il carico di lavoro, meno tempo avrebbe avuto per pensare a ciò che, secondo lei, non andava nella sua vita.

Salì le scale del suo appartamento ed ebbe giusto il tempo di farsi una doccia prima di fiondarsi sul divano. Afferrò il cellulare e si accorse dei numerosi messaggi Whatsapp: in fondo, era da tutto il giorno che non controllava le notifiche. In quel momento, lo smartphone prese a squillare: era una chiamata da Amber. Attese qualche secondo, «almeno non penserà che viva con il telefono in mano» pensò tra sé e poi rispose.

«Ehi, El, ma li leggi i messaggi? Cavolo, è da tutto il giorno che ti scrivo!»

«Scusa, tesoro, è che oggi ho avuto molto da fare al locale, sono rientrata giusto ora.»

«Ti stai rifugiando nel lavoro, El, sarebbe il caso tu assumessi una ragazza e che uscissi un po’ all’aria aperta.»

«Sto bene, Amber, davvero, non devi preoccuparti per me.»

«Certo, come no. Io mi preoccupo, eccome, infatti stasera sei invitata al pub e non accetto un no come risposta: brindisi natalizio!»

«Oh, no! Amber, sono sfinita!»

«Non mi interessa, Ella, e poi… Tom porta anche un amico, pare sia un ragazzo di ritorno da un lungo viaggio di lavoro in Europa.»

«Diavolo, Amber, non sto cercando un ragazzo a tutti i costi! Ti sembro forse una disperata?»

«Mmh, beh, disperata no» Ella percepì l’amica temporeggiare, «ma pensiamo tutti che ti farebbe bene conoscere gente nuova.»

«Tutti chi? Questo è un complotto!»

«Non fare tardi, appuntamento alle 8, a dopo!»

Amber pose fine alla chiamata.

Ecco, l’aveva fatto di nuovo. E per giunta, il solito cliché: l’amico dell’amico, il conoscente che è un ragazzo fantastico e adorabile e si sarebbero scambiati il primo bacio sotto il vischio sorseggiando due tazze di cioccolata calda con addosso maglioni di lana con la stampa di una renna. Ella scoppiò a ridere. Come al solito, la sua mente si era fatta un film surreale: sapeva che gli amici le avrebbero propinato qualche personaggio arrogante e altezzoso.

Si alzò sbuffando e si diresse in camera. Aprì l’armadio e provò alcuni abiti di fronte allo specchio. Per fortuna, era ambiziosa nell’abbigliamento e non fece fatica a trovare qualcosa di carino. Un po’ di trucco leggero, una ravvivata ai capelli e fu pronta per uscire.

Decise di fare due passi per le vie illuminate prima di dirigersi al pub. La neve era stata ammucchiata a bordo strada e le vetrine dei negozi straripavano di decorazioni. Tutto era perfetto, tutto era in ordine… tutto, tranne il suo cuore.

Non si accorse dell’ora, quell’atmosfera natalizia rischiava di farla arrivare in ritardo all’appuntamento. Affrettò il passo e si ritrovò davanti al locale. Fece un lungo respiro e spinse la porta. Fu subito accolta dal profumo di pane abbrustolito e patatine fritte. Poi vide Amber che si stava sbracciando in fondo alla sala. Ella si avvicinò, lanciando una rapida occhiata ai presenti e localizzando l’amico di Tom. Salutò tutti e lui le strinse calorosamente la mano. Beh, era veramente bello: di media statura, carnagione chiara e occhi decisamente azzurri. Che cliché, continuava a pensare Ella, accorgendosi che lui non le toglieva gli occhi di dosso.

«Ella, ti presento Ben, direttamente dal vecchio continente» fece Tom, ammiccando.

«Molto piacere, Ella, sei sublime con questo vestito.»

«Grazie» sorrise Ella, pensando che comunque non l’aveva mai vista con nessun altro abito.

«E mi hanno detto hai un’impresa che produce cioccolata.»

«Un’impresa? Non esattamente, ho una cioccolateria, un locale qui in città.»

«Ah» fece lui, lasciando intuire una sorta di delusione. «Beh, pensavo fossi una gran imprenditrice. Perciò, ti arrangi con delle tavolette di cioccolata per arrivare a fine mese e pagare l’affitto e tutto il resto, immagino.»

Ella aprì la bocca, ma senza parole spostò lo sguardo sui presenti e notò che aleggiava un certo disagio. Ma come si permetteva quel tizio di giudicarla? Era proprio come aveva immaginato: il solito pallone gonfiato di bell’aspetto.

«Ben, non cominciare» ridacchiò Tom, in evidente imbarazzo. «Lavora nel settore investimenti, sai?»

«Oh, quello sì che è un lavoro come si deve» commentò Ella con sarcasmo.

«Che caldo qui dentro! Ci vuole proprio un bel bicchiere di qualcosa di buono» esclamò d’un tratto Tiffany, chiaramente intenzionata a migliorare la situazione.

Ordinò del vino e il cameriere raggiunse il loro tavolo con un vassoio di calici. Ella lo osservò proprio mentre accadde il peggio. Ben stava raccontando di quanto il suo lavoro fosse soddisfacente con un po’ troppa enfasi e, lanciando un braccio in aria, urtò il vassoio che scivolò dalle mani del cameriere.

Ben si alzò di scatto, con i vestiti imbrattati di vino, mentre il ragazzo, in evidente imbarazzo, era in silenzio come il resto dei presenti.

«Maledetto idiota! Guarda cos’hai fatto! Hai idea di quanto costino questi abiti? Chiederò i danni e ti farò licenziare!»

«Mi scusi, signore, non l’ho fatto apposta, le assicuro che le ripagherò i vestiti, io…»

«Tu cosa?» lo interruppe Ben. «Sparisci dalla mia vista e vai a chiamare il proprietario del locale.»

E mentre le cameriere si affrettavano a ripulire il pavimento da quel disastro, il ragazzo si allontanò con un’espressione affranta.

«Ora basta, hai esagerato, Ben o come cavolo ti chiami» sbottò Ella, attirando gli sguardi di tutti su di sé.

«Beh? Che vuoi tu? Nessuno ha chiesto il tuo parere. Ora dovrò tornare in albergo a cambiarmi, prima di finire questa serata.»

«La tua serata finisce qui. Tom? Accompagna il tuo caro amico in albergo e assicurati che ci resti. Sono sicura che qui la sua presenza non sia più gradita» disse Ella, con decisione.

Tom sussurrò delle scuse a tutti gli amici e si avviò verso l’uscita, preceduto da Ben che sembrava essere ancora su tutte le furie.

Ella ripensò al cameriere e alla tristezza che aveva letto sul suo volto. Chiese alle sue colleghe dove si trovasse e una di loro indicò la porta sul retro.

Ella la aprì, scoprendo che dava su un vicoletto scarsamente illuminato. Notò il ragazzo seduto su uno sgabello di legno con il capo fra le mani.

«Ehi» lo richiamò Ella «mi dispiace molto per quello che è successo, è solo un idiota.»

Il ragazzo sollevò lo sguardo ed Ella notò il rossore degli occhi.

«Ti ringrazio» rispose lui, tirando su col naso, «ma il mio capo non la pensa come te; mi ha licenziato.»

A Ella si strinse il cuore. Osservò gli occhi tristi, color nocciola, e disse la prima cosa che le passò per la mente.

«Ti piace la cioccolata? Beh, non solo come cibo, intendo. Ho una cioccolateria poco lontano da qui e avrei bisogno di un aiuto per le feste natalizie.»

Il ragazzo si tirò sù in tutta la sua altezza ed Ella si sentì piccola e indifesa, ma anche rassicurata da quella presenza che le infondeva un senso di tranquillità.

«Conosco la tua cioccolateria, vendi dei prodotti davvero deliziosi! Piacere, Noah» fece lui, allungando la mano.

«Ella» rispose lei, afferrandola.

Noah sorrise a lungo, un sorriso dolce e pieno di gratitudine e, in quel momento, piccoli fiocchi di neve cominciarono a scendere su di loro, come a suggellare segretamente quella nuova alleanza: Ella era sicura che qualcosa nella sua vita sarebbe cambiato.

***

Natale, neve e cioccolato: Copyright 2021 © Elena e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

86 risposte a "The Xmas Carols #5 di Elena e Laura – Natale, neve e cioccolato"

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  1. Le prime a ricordarsi la presentazione come la intendevo io 😭😭😭😭😭😭😭 Grazie ragazze, voi riuscite sempre a darmi soddisfazioni 😭 e grazie anche per il vostro racconto e per aver partecipato. ❤️

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      1. Resta della tua opinione, non posso dire nulla, sei libera di pensarla come vuoi su di me, anche se mi dispiace. Dal 24 dicembre potrai anche smettere di seguirmi se ti disgusto a tal punto ma, fino a quel giorno e per RISPETTO degli altri partecipanti, sei vincolata all’evento, il mio carols, l’ultimo, puoi anche non condividerlo, non importa. Per il resto, buona vita.

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      2. E comunque mi riferivo alla loro presentazione in quanto blogger non del lavoro svolto per questo evento, non mi permetterei mai e, dato che mi è venuto il dubbio ti stessi riferendo a quello, meglio specificare. Era la parte in cui le ragazze spiegano chi sono sul web che ha suscitato il mio commento ironico, non il post in sé.

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  2. Buona domenica ragazze, ho letto il vostro racconto, bellissimo😍, potrebbe diventare una di quelle storie per un film sul Natale❄. Inutile dire che scrivete davvero bene e che catturate sempre l’attenzione del lettore, qualsiasi genere sia. Un bacio😘

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  3. L’ha ripubblicato su Multidimensional_Arte ha commentato:
    Buongiorno e buona domenica carissimi lettori!

    Sì apre la 5 casellina del meraviglioso calendario dell’avvento The Xmas Carols! Oggi vi presento il dolcissimo e splendido racconto scritto dalle fantastiche sorelle scrittrici Elena e Laura del blog https://elenaelaura.home.blog/2021/12/12/the-xmas-carols-5-elena-e-laura-natale-neve-e-cioccolato/

    A Domani con il prossimo Carols! ⭐🎄🌟

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  4. Guardate mai la TV? Sul 30, il 27 e certe volte l’8 fanno quei film natalizi di serie B che piacciono tanto agli americani. Vi suggerisco di lasciare il Nord d’Italia e di trasferirvi al Nord d’America a diventare ricche!!
    E’ un’industria fiorente!^^

    Scherzi a parte, è un racconto dal chiaro tono natalizio ma malinconico, con per fortuna un forte velo di speranza! Temevo che aveste scelto un hate-to-love ma vi siete riprese all’ultimo con un bel twist
    Complimenti, sono sempre invidioso di chi riesce a trattare di belle relazioni, mentre i miei testi hanno sempre un sottofondo di depressione 😁

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  5. chiedo ufficialmente scusa (prima mi sono comportato proprio come Ben …. ma qualcosa c’entrava anche il grado alcolico non completamente sotto controllo 🙂 ) non avevo letto il racconto ma di striscio m’ero bevuto il piccolo litigio presente nei commenti, ciascuno di noi ha i suoi punti deboli, pardon!! il racconto è davvero natalizio, molto garbato e assai poco letterario (è un gran pregio!!!) ho particolarmente apprezzato due termini molto originali: “autocommiserazione” e “ambiziosa” (riferito alla scelta dell’abbigliamento) sono due perle di originalità (queste sì) ….. il tutto un po’ Frank Capra prima maniera …… auguri!!! 🍾🍾🥂🥂🥂🙆‍♂️🙆‍♂️🙆‍♂️

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  6. L’ha ripubblicato su Lividi e Musicae ha commentato:
    Come dice Tom Hanks in Forrest Gump: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. E in questo piccolo e grazioso racconto di Elena e Laura – due sorelle e una stanza di libri abbiamo sia la cioccolata e sia un evento inaspettato, di quelli che possono accadere soprattutto a Natale. Il racconto fila via leggero e dolce, come un pezzetto di cioccolato al latte, quasi l’incipit di una commedia romantica natalizia ancora da leggere o da vedere.

    Buona lettura e a domani col sesto carol natalizio.

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  7. Scusate se passo solo adesso, purtroppo sono stata fuori questo fine settimana e volevo dare alla vostra storia, il giusto tempo. La storia è davvero molto bella, mi è piaciuto tanto il finale. Mi piacerebbe anche leggere di più su Noah ed Ella. Brave ❤

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