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“Delitti a Fleat House” di Lucinda Riley

Ciao a tutti, amici! Sono Elena, ma chi mi conosce sa già che se c’è un articolo riguardante Lucinda Riley è mio!

Anzi, vi dirò di più… sono in super ritardo con il mio parere riguardante il libro in questione, in quanto è uscito a maggio e io l’ho terminato soltanto in questi giorni. Beh, mettiamo che c’è stata di mezzo l’estate, mettiamo che ci sono state le vacanze e anche il periodo lavorativo è stato intenso… mmm… no, le motivazioni non reggono, non per una scrittrice come Lucinda Riley! E allora, cos’è che ha rallentato la mia lettura? Sarò sincera… per quanto io ami i libri di Lucinda e per quanto mi abbia distrutta la sua perdita, questo libro non mi è piaciuto; mi dispiace perfino dirlo!

Intanto, vi riporto la trama.

L’improvvisa morte di Charlie Cavendish nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come una sfortunata tragedia dovuta a una crisi epilettica, malattia per la quale il ragazzo era in cura da tutta la vita.
L’autopsia però stabilisce che si è trattato di uno shock anafilattico, di una reazione allergica a un farmaco di uso comune come l’aspirina. Ma Charlie ne era al corrente e sapeva di non doverla prendere… Un errore fatale o un delitto premeditato?
Sarà la polizia a far luce sul caso e in particolare Jazmine “Jazz” Hunter, la tenace e volitiva ispettrice che si è appena trasferita in un cottage nella meravigliosa campagna del Norfolk, non lontano dalla scuola. Riluttante a tornare in servizio dopo un periodo sabbatico, Jazz accetterà solo per fare un favore al suo vecchio capo e si accorgerà subito che sono tanti i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House, tra intrighi familiari, tradimenti e vendette, ma quello che non si aspetta è che nel giro di pochi giorni venga ritrovato un secondo cadavere e un alunno scompaia. È chiaro che la vicenda è molto più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio e che non sarà facile per lei tenere separata la vita personale e lavorativa.

Inizio col dire che questo è l’unico thriller che è stato scritto dall’autrice e che era rimasto nel cassetto fino a quanto uno dei figli ha voluto portarlo alla luce per i fan in memoria della madre.
Io sono felicissima di averlo acquistato perché, come ben sapete, amo Lucinda Riley, e sono fiera di averlo tra i volumi della mia libreria, ma non posso dire che mi abbia entusiasmato.

Non ho ritrovato lo stile di Lucinda, ma non ho trovato nemmeno coinvolgente il romanzo sotto l’aspetto di un thriller. La narrazione è piuttosto prolissa, i personaggi non mi sono entrati nel cuore, neppure la protagonista sebbene non sia risultata antipatica.

Non consiglio la lettura a chi ama i thriller perché non è particolarmente coinvolgente. Consiglio però l’acquisto ai fan di Lucinda perché, alla fine, i gusti sono personali e potrebbero trovarlo, al contrario mio, avvincente.

Elena

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13 risposte a "“Delitti a Fleat House” di Lucinda Riley"

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  1. Non sapevo che la Riley avesse scritto anche un libro di genere thriller (genere che rientra tra i miei preferiti, 😀). Sarei tentata di dargli una possibilità, anche se devo dire che anche a me, tra i thriller che ho letto, me ne sono capitati alcuni che non erano esattamente come me li aspettavo.

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