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“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Quarta Puntata)

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“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Prima Puntata)

“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Seconda Puntata)

“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Terza Puntata)

Sebbene il letto cigolasse a ogni minimo movimento, Vivian sembrava tranquilla e cercava di prendere sonno riversa su un fianco. Sentì la porta cigolare e dei passi alle sue spalle la avvertirono che Mike, come al solito, voleva farsi perdonare nell’unico modo che conosceva. Vivian fece finta di non sentirlo e attese. Dopo alcuni istanti di silenzio che parvero un’eternità, Mike si accovacciò al suo fianco facendo cigolare le molle del letto. Vivian soffocò una risata e lasciò che il compagno la afferrasse da dietro la schiena lasciandosi coccolare. «Sei prevedibile, caro, lo sai?»

Mike non disse nulla, poi sospirò e Vivian provò una sensazione di solletico sul collo.

«Come sei freddo, dobbiamo dare un’occhiata all’impianto di riscaldamento.»

Mike la strinse più forte e lei si lasciò cullare da quella dolce sensazione. Erano questi, forse, i momenti per cui lei era rimasta: era quello che provava quando, dopo aver litigato, lui cercava di farsi perdonare.

Mike non allentò la presa, anzi, le sue braccia divennero come una morsa e Vivian iniziò a provare un certo fastidio, sentì di rimanere senza respiro.

«Mike, stai cominciando a farmi male.»

L’uomo non rispose e parve non aver udito quel richiamo.

«Mike?» urlò Vivian, cercando di divincolarsi dal marito.

Dopo alcuni istanti in cui pensò di soffocare, Mike mollò completamente la presa e Vivian tossì più volte.

Decisa a chiedere al compagno se avesse avuto intenzione di ucciderla nel sonno, si voltò verso di lui.

Ma il letto era vuoto.

Vivian perlustrò rapidamente la stanza con gli occhi, ma si scoprì sola.

La porta si aprì cigolando e un’ombra apparve sulla soglia.

«Che cosa c’è, tesoro?» domandò Mike, muovendo alcuni passi verso di lei.

«M… Mike?»

«Sì, tesoro, che c’è? Di nuovo quei brutti incubi?»

«Non… non lo so. Pensavo fossi qui, e invece…»

«No, Viv, ero sul divano al piano di sotto. Mi sono svegliato perché ho sentito degli strani rumori, sembrava come se qualcuno avesse grattato contro il muro, e poi… Ho sentito te che gridavi il mio nome.»

«Sì. Forse era un incubo. Ammetto di essere un po’ stanca e spaventata.»

«Siamo entrambi stanchi e abbiamo bisogno di riposare. Tornerò sul divano a godermi le ultime ore di sonno.»

«Aspetta» fece Vivian. «Non lasciarmi sola.»

Il mattino dopo Vivian sembrava essersi ripresa. Si avvicinò alla finestra e sorrise, lasciandosi illuminare il viso da un raggio di sole. Salutò Mike che si avviò al lavoro e si distese sul divano con il laptop sulle ginocchia; scaricò alcune e-mail e si mise all’opera. I clienti in quel periodo erano più esigenti del solito e assecondare le loro richieste era alquanto impegnativo; fortuna che poteva lavorare comodamente da casa.

Qualcuno bussò alla porta.

Guardò l’orologio: erano appena le nove.

Era l’agenzia di traslochi: i ragazzi stavano scaricando gli ultimi mobili e si apprestavano a trasportarli in casa. Vivian mostrò loro dove posizionarli e fu soddisfatta del risultato. Si tenne occupata preparando dei sandwich e tirò fuori delle lattine di Coca dal frigorifero quasi vuoto.

I ragazzi parvero apprezzare molto quella pausa dal duro lavoro che li avrebbe tenuti impegnati per il resto della giornata. Quando si congedarono, lei rimase sulla porta a osservare il furgone allontanarsi.

Il suo sguardo si posò su una figura al cancello. «Chi è?» urlò Vivian, mentre il furgone era ormai lontano dalla casa.

Una bambina, con degli strani abiti, scappò nella direzione opposta.

«Ehi, ferma! Non avere paura, che ci facevi qui?» domandò Vivian, senza ricevere risposta. Scosse il capo e rientrò in casa.

Decise di concedersi un bagno. Mentre strofinava la pelle delicata nella vasca piena di schiuma, un dolore lancinante le fece notare dei lividi violacei sul braccio. «E questi come me li sono fatta?»

Il panico si fece strada in lei quando ricordò il tetro incontro del giorno precedente: non era impazzita, sembravano i segni di una mano.

Mike non aveva voluto crederle, ma come dargli torto? Decise comunque di tenere la cosa per sé, non era il caso di allarmarsi troppo, poteva trattarsi di una semplice coincidenza.

CONTINUA…

“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Quinta Puntata)

La casa delle anime: Copyright 2021 © Elena e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

Foto di Enrique Meseguer da Pixabay 

16 risposte a "“La casa delle anime” di Elena e Laura Canepa (Quarta Puntata)"

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