Bullismo: parliamone

Buongiorno a tutti, sono Elena. Oggi voglio scrivere qualche riga sul bullismo, una realtà, purtroppo, molto presente nella nostra società.

Chi di voi è stato vittima di bullismo alzi la mano… io le alzo anche entrambe.

Parto col dire che ho un carattere chiuso e sono abbastanza timida. Lavorando in un bar, sono obbligata, volente o nolente, a parlare con la gente e questa cosa mi ha aiutata molto perché, pur non perdendo la timidezza con la quale sono nata, adesso non ho problemi ad aprire la bocca e non arrossisco più. Già, perché prima diventavo fucsia se qualcuno che non conoscevo mi rivolgeva la parola e rispondevo a monosillabi. In più, il mio tono di voce adesso è più alto: prima era un sussurro, un alito di vento, e soltanto a casa, nella mia comfort zone, riuscivo ad “alzare la cresta”.
Quindi, il lavoro al bar è stato per me come una manna dal cielo (anche se io avevo studiato per fare tutt’altro nella vita) e mi ha aiutata a far uscire quella parte di me che si nascondeva per paura del mondo esterno che mi spaventava così tanto.

Perché?

Ok, sono nata con questo difetto, un difetto molto grave, a mio avviso, che mi ha precluso possibilità di ogni genere nel corso della vita. Adesso, bene o male ne sono uscita o, comunque, ho limato gran parte delle mie problematiche a riguardo. Guardando indietro, però, riconosco che sia stata un’impresa difficilissima, anche se mi sento quasi di affrontare l’argomento con leggerezza.
Tutto questo per dire che il mio carattere è stato determinante per rendere la strada spianata ai bulli che mi hanno perseguitata per anni. Il fatto che io non rispondessi alle prese in giro, che arrossissi o che mi mettessi a piangere era un incentivo a continuare. Perché è così che succede: i bulli si cibano di queste debolezze e ne fanno la loro forza. Questi bulli, però, se presi singolarmente, non sono altro che dei buffoni, ma insieme fanno branco e non c’è modo di fermarli. Anzi, ci sarebbe un modo: tornassi indietro con la mentalità di adesso gli darei quello che meritano e di questo potrebbero starne certi. Purtroppo, però, indietro non si torna e le cose già successe non si possono cambiare.

Non farò nomi, e nemmeno racconterò dei luoghi dove ho subito del bullismo (siamo pur sempre su una piattaforma pubblica e tanto non servirebbe a nulla scendere nel dettaglio), basti sapere che io non volevo più frequentare quei luoghi (anche se mi faceva piacere andarci) e sentivo il cuore soffrire per tutto il disagio che mi si creava dentro.

Se ne ho mai parlato con i miei genitori? MAI. Non volevo che mi guardassero provando pena per me e nemmeno che “nominassero” l’argomento o quelle persone. Volevo tenermi tutto dentro e negare fino alla morte. E questo lo fanno in molti, purtroppo. Ho raccontato da qualche anno ai miei genitori quali erano i miei veri problemi e chi ne era la causa, poiché crescendo mi sono resa conto che era inutile “difendere” quelle persone indifendibili. Sono stata davvero stupida a non parlarne prima, ma quando si è bambini o ragazzi, i genitori possono fare ben poco e spesso la situazione degenera: i bulli si accaniscono ancora di più. Se pensiamo che c’è addirittura chi deve cambiare scuola o quartiere… A me, alla fine, è andata fin bene perché avevo anche degli amici, spesso bullizzati assieme a me e, come i bulli facevano branco tra gradassi, noi potevamo fare branco fra i presi in giro (più che branco, un gregge) e ci dividevamo “il peso da portare”.

Ho giurato a me stessa che non verrò mai più bullizzata in nessun luogo e che se mai ci sarà da reagire, reagirò. Non ho intenzione di vivere male a causa di qualcuno: ho gli stessi diritti che hanno gli altri di vivere la mia vita come voglio. I bulli prendono in giro per qualsiasi cosa: colore delle scarpe, colore dello zaino, amicizie, familiari, qualsiasi cosa che sia tua (oltre al tuo aspetto, ti fanno proprio sentire immondizia) e sono cose che ti restano per sempre come una seconda pelle, nonostante tutto.

Ho rimosso gran parte delle cose, poiché la mia mente per autodifendersi reagisce così. Ma alcune sensazioni opprimenti non si scorderanno mai: i pianti, il non riuscire a guardarsi allo specchio, la sensazione di inadeguatezza, il sentirsi brutti, sbagliati, sfigati, diversi… Ma diversi da chi?
Ed è per questo che lotterò con tutta me stessa affinché i miei figli non si lascino mai bullizzare da qualcuno (ma nemmeno che diventino bulli a loro volta!).

Cosa fare contro il bullismo? Parlarne, certo. Tenere le cose dentro fa più male che dirle, questo lo capisco soltanto ora. Ma la cosa fondamentale, secondo me, è reagire. Fare gruppo con amici e altre persone “prese di mira” e spaventare una volta per tutte questi prepotenti che non sono altro che degli idioti.

Quali sono le vostre esperienze con il bullismo? Parlatene nei commenti, se vi va. Scrivere è più facile che parlare (almeno per me), ma se non vorrete farlo qui, vi capirò benissimo.

Elena

53 risposte a "Bullismo: parliamone"

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  1. Io sono sempre stato nel periodo fine-elementari, metà superiori oggetto di lievi battute, prese in giro proprio per la mia permalosità e, ovviamente, gli altri ci sguazzavano.
    Per fortuna nulla di grave o pesante, ma era comunque un disagio. L'ho superato con l'autoironia, ma ci è voluto parecchio! 🙂

    PS: ma quindi, visto che parli di figli, stai cercando di dirci qualcosa? 😮

    PPS: ieri sera sono stato ad aspettare la limousine, ma non è mai passata 😥

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  2. Mi dispiace moltissimo… Mi rivedo tantissimo…🥺 Durante il periodo scolastico sono stata bullizzata per la mia timidezza e per la mia arte, non riuscivo a parlare e a difendermi e loro se ne approfittavano…questo mi ha segnata per tutto il periodo adolescenziale e lentamente sto riuscendo a superarla grazie al blog e alla mia famiglia. ❤️
    Un abbraccio fortissimo pieno d’affetto carissima! ❤️❤️❤️😘

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  3. La gente ne trova sempre una per deridere gli altri. Sia alle medie che alle superiori. Ho parlato della mia esperienza in un articolo. Tutto questo ti segna e, per esempio, io vivo nella paura che se mio figlio dovesse ereditare il DSA, l’Autismo o entrambe venga preso di mira com’è successo a me che purtroppo ho saputo di essere autistica solo quando le superiori erano quasi terminate. Lui potrà essere più fortunato almeno su questo aspetto perché sarò la prima a notarlo fin da subito nel caso. I miei sapevano e hanno fatto presente la situazione anche se cambiarla non era facile, soprattutto alle medie. Anche perché era impossibile non notarlo dato che mi ritrovavo gomme da masticare nei capelli e vestiti macchiati di filtro di pennarello o tempera acrilica…

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  4. Mi dispiace molto leggere queste cose; anche se a chi ti legge non è successo, è comunque doloroso anche solo entrare a far parte del passato doloroso di chi ne parla; eppure serve a lasciarsi tutto alle spalle (o almeno a provarci), e magari un giorno quello che tu hai scritto qui ieri, riuscirà a sfumare almeno un po’ quello che hai provato. 🙂 Ti auguro una piacevole giornata! 😉
    Ti voglio bene ❤

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  5. Sapete qual è la cosa buffa del bullismo (che si scopre solo da adulti)? Che tutti, volendo, potrebbero essere presi in giro per qualcosa, perché tutti hanno un punto debole: chi è magro, chi è grasso, chi porta gli occhiali, chi è troppo alto per la sua età e chi invece è troppo basso, chi ha troppo seno e chi non ne ha per niente, e così via. Una volta capito quello, che purtroppo si comprende da adulti, le prese in giro fanno meno male, e si potrebbe trovare anche il modo di rispondere, volendo. E’ così che si vince anche la timidezza.

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  6. Alle medie mi è capitato qualche episodio di bullismo da parte di un gruppetto di ragazzi che si divertivano a prendere in giro le persone che, anche se timide, sapevano tirare fuori quand’era necessario il carattere di difendere sé stesse ma anche qualche compagno o compagna ancora più timido di loro. Una volta mi hanno fatto il “timbro” sulla mano con l’accendino caldo… ma, a parte quello, cercavano di colpire di più sul lato caratteriale ma cercavo sempre di non dargliela vinta. Anche un’altra ragazza della mia classe era bullizzata, molto peggio di me perché era molto molto timida e ai loro scherzi non reagiva mai. Hai ragione: se li prendi da soli sono dei pagliacci che si credono “fighi e tosti” in gruppo ma sono solo dei poveretti.

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  7. Cara Elena è bruttissimo leggere queste cose che ti sono capitate e mi dispiace veramente tanto che hai dovuto subire anche tu questo grave problema sociale, per mia esperienza personale posso dirti che provenendo da un paese il bullismo era marginale, parlo di quando andavo alle medie, alle superiori è cambiato tutto ma con me non sono mai riusciti a prendere il sopravvento, poichè come hai detto tu in gruppo sono forti ma presi singolarmente beh sono solo buffoni ed io li ho affrontati sempre faccia a faccia senza mai indietreggiare… Purtroppo hai un carattere delicato e dolce e questo fortifica il bullo ma basta esserne usciti, il passato è passato😙 NemoInCucina!!!

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  8. Ai miei tempi (oh mamma, non avrei mai creduto di dirlo un giorno!) non c’erano i social, e penso che fosse meglio. Almeno chi voleva fare il bullo doveva metterci la faccia, e non tutti avevano il coraggio, per fortuna. Adesso con il cyberbullismo deve essere un inferno, perché chiunque, coperto dall’anonimato, può dire cose terribili e annientare con i propri giudizi chi è vulnerabile per età o carattere. Non ce la farei ad essere adolescente adesso…

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  9. Io da ragazzetta ero molto prepotente perciò non ho avuto questo problema, ma poi lo ha avuto mia figlia alle medie, con effetti devastanti. Anche lei timida e delicata. Però una volta mi sono rivolta a una brava insegnante e due manigoldi sono stati cacciati dalla scuola. Tie’

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  10. Mi dispiace molto leggere quello che hai passato, davvero.
    Io, per mia fortuna, non ho avuto questi problemi.
    Sì, ero preso in giro perché ero quello che meno riusciva in educazione fisica, perché la mamma lo obbligava a mettere delle felpe improponibili o perché non avevo una console per i videogiochi come tutti i miei amici, ma dire che sono stato bullizzato è una parola troppo grossa.
    Forse la natura mi ha dato una mano (difficile bullizzare qualcuno che è alto due spanne più di te e che sai che potrebbe facilmente appenderti a testa in giù per le caviglie senza sforzo…), forse il paese in cui ho vissuto era ancora molto piccolo, le famiglie si conoscevano tutte e in fondo i tempi erano molto diversi.
    Sicuramente ho visto episodi di bullismo da educatore e ho cercato di intervenire come ho potuto: costringendo i bulli a guardare il dolore che stavano causando e scoprendo che, in alcuni casi, il loro comportamento nascondeva un dolore e una solitudine altrettanto grandi che non sapevano come esprimere e lo facevano nel modo sbagliato.
    Non voglio giustificare chi fa del bullismo, ma credo che il compito di noi “adulti” sia quello di vegliare, dialogare, comprendere ed evitare che i nostri figli subiscano o facciano gli errori che abbiamo passato noi.
    Sono comunque felice che tu abbia superato questa tua ferita e che ora tu voglia condividere le tue emozioni, un abbraccio forte!

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    1. Grazie del commento! Sì, sicuramente i bulli si comportano così perché hanno problemi magari in famiglia o, comunque, sono stati educati male. L’importante è dimenticare, per quanto sia possibile, e passare oltre. Non tutti ce la fanno, ma mi auguro che, prima o poi, trovino un modo per tornare a sorridere…😊

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  11. Di ciò che ho passato io ricordo che mi sentivo su tutt’altro pianeta rispetto a quello in cui viveva chi mi bullizzava e mi sentivo io quella sbagliata. Una sensazione che mi sono portata avanti a lungo nel bagaglio, insieme ad un’enorme dose di insicurezza. A distanza di anni mi è stato chiesto scusa e ho perdonato, più per me stessa che per l’altra. Avevo bisogno di perdonare per abbracciare quella “me” più piccola di anni prima, rimasta profondamente segnata dall’isolamento a cui era stata costretta, con tanto di scherno e battutine alle spalle.

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    1. Mi rivedo tantissimo nelle tue parole. Purtroppo, il bullismo è soprattutto questo: sentirsi quelli sbagliati. Con il passare degli anni, l’insicurezza si fa meno pesante, ma le risatine e le prese in giro… quelle non si scordano…😔

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