“Gengis Khan. Il figlio del cielo” di Franco Forte

Ciao a tutti, sono Laura e oggi voglio parlarvi di un romanzo di Franco Forte, autore che ho avuto modo di apprezzare in varie occasioni. L’ho conosciuto grazie ad alcuni romanzi sull’antica Roma (Carthago, Roma in fiamme, Caligola…). In libreria, ho visto questo volume e la copertina mi ha incuriosita – pur non essendo niente di particolare, lo riconosco – quindi, l’ho guardato meglio e ho notato l’autore. Non mi sono soffermata più di tanto a pensare e l’ho acquistato.

A posteriori, non posso che esserne contenta, ho trovato un romanzo ben scritto, coinvolgente e scorrevole che mi ha permesso di conoscere un pezzo di storia a cui spesso non si pensa. Gengis Khan è stato uno dei più grandi condottieri che il mondo ricordi anche se non è conosciuto tanto quanto Giulio Cesare o Alessandro Magno. Sotto il suo comando, i mongoli hanno conquistato territori immensi: dalla Cina a oriente, fino alle sponde del mar Morto ad occidente.

Le descrizioni sono molto vivide, sia per quanto riguarda le scene di vita quotidiana che i più aspri scontri. Ho amato particolarmente la capacità dell’autore di farmi entrare in sintonia con le usanze di questo popolo di cui conoscevo solo il nomadismo e poco altro.
Dal punto di vista storiografico, nessun dettaglio è lasciato al caso. Ho affettuato alcune ricerche personali e non ho trovato imprecisioni o arrangiamenti bizzarri come spesso succede nei romanzi per far “quadrare i conti”.
Ovviamente, Franco Forte ha dovuto usare la fantasia (ma lo ha fatto bene, in modo verosimile) poiché gli storici non sono riusciti a ricostruire precisamente tutti i momenti della vita del condottiero e le lacune andavano colmate.

Il romanzo, dalla nascita di Temugin (questo il suo nome prima di diventare Khan) seguirà tutta la sua crescita con una scansione in capitoli precisa che consente al lettore di tenere il tempo e ponderare meglio la lettura (ad esempio, comprendere alcuni comportamenti “poco condottieri” avuti da adolescente).
La lettura viene completata da una mappa che permette di avere anche un’idea degli immensi spazi nei quali i mongoli si muovono (e dominano).

Questo romanzo è un bel librone – come piacciono a me – di quasi 700 pagine, ma lo consiglio a tutti gli amanti di romanzi storici, per buttare uno sguardo in oriente, nei territori di Gengis Khan.

Laura

6 risposte a "“Gengis Khan. Il figlio del cielo” di Franco Forte"

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