“Il mio nome è Belby” di Mara Piscitelli

Ciao a tutti, sono Laura e ho appenta terminato la lettura del romanzo di un’autrice emergente. Si tratta di Mara Piscitelli e il titolo della sua opera è “Il mio nome è Belby”; è di genere fantasy, ma è una storia adatta anche a chi – come me – di solito, evita i fantasy. Devo, però, chiarire: adoro le ambientazioni fantasy… non tutte a dir la verità, ad esempio, l’urban fantasy e, più in generale, il fantasy contemporaneo non mi attirano per nulla… adoro solo le ambientazioni fiabesche e quelle medievali, confesso.

Ma torniamo a noi, questo fantasy mi piace perché c’è l’elemento fiabesco, ma gli “eventi magici” si realizzano in un mondo altrimenti normale. La protagonista Belby (il suo diminutivo, con cui assolutamente vuole essere chiamata) è una ragazza normalissima, che va a scuola, ha delle amiche e si interessa ai ragazzi. Un bel (brutto, a dire la verità) giorno, Belby inizia ad avere insistenti problemi estetici: foruncoli, denti anneriti, peli e altri inestetismi che non le danno tregua.
Tutti questi sono i segni premonitori della realtà che verrà svelata a Belby nel corso del racconto. Per me, la scoperta è stata una sorpresa e mi ha fatto piacere che fosse tale (anche se scopro adesso che questo particolare è “noto”, con qualche ricerca in rete si trova lì in bella mostra e quindi rivelandovelo non farei spoiler, ma preferisco non farlo).

Ma l’avventura non finisce qui; conscia della nuova realtà dei fatti, Belby si troverà a dover affrontare un’importante sfida, con il timore di non avere le qualità per farlo.

Lo stile è moderno, veloce e scorrevole. Si legge con piacere e non annoia. La storia mi è piaciuta e lascia aperta la via per un seguito.
Ho apprezzato molto il fatto che ogni capitolo avesse un titolo. A questo proposito, so che esistono diatribe tra i sostenitori e i detrattori dei capitoli titolati (si può dire?); io non riesco a inquadrarmi in nessuna delle due fazioni: per alcuni libri, avverto la necessità di un titolo, per altri no. Nel caso di questo romanzo, sono stata felice di trovarli.

Laura

P.S. Rileggendo quanto ho scritto, mi rendo conto di aver fatto parecchie parentesi su mie riflessioni personali, perdonatemi.

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