“Il miniaturista” di Jessie Burton

Ciao a tutti, sono Laura e oggi vi parlerò de “Il miniaturista”, il romanzo d’esordio di Jessie Burton.

Ho acquistato questo libro – che si discosta un po’ da quelli che compro solitamente – su consiglio di una libraia. Non è la prima volta che seguo i suoi consigli, ma generalmente mi lascio tentare solo per i generi che prediligo. Non vorrei sembrare esagerata, ma la ragazza del negozio mi ha convinta perchè ho visto con quanto trasporto ne tesseva le lodi.

Anche la copertina, la consistenza e l’odore del libro hanno contribuito a creare in me una certa aspettativa e quindi mi sono concessa di leggerlo, “scavalcando” molti altri titoli in attesa di essere letti.

Si tratta di un’opera che richiama diversi generi, è un romanzo di formazione (del personaggio femminile, Petronella Oortman) e anche un romanzo storico (fa un bellissimo affresco dell’Olanda alla fine del diciassettesimo secolo). Ho trovato anche un po’ di mistero e suspence, evvai.

Mi è piaciuta la crescita del personaggio di Petronella, da fanciulla timida e smarrita, con una visione del mondo infantile, a donna determinata, curiosa e forte. Diversi avvenimenti, scandali, tradimenti e retroscena inaspettati la portano ad aprire gli occhi su una realtà di cui nemmeno immaginava l’esistenza.

Le descrizioni sono ricche di minuzioni dettagli, ma questo non le rende pesanti. Anzi, ho trovato il romanzo scorrevole. L’Olanda del diciassettesimo secolo è stata una rivelazione per me: ricchezza e lusso erano la facciata di una società in pieno cambiamento.

Non si tratta di un’opera sconvolgente o avvincente, ma è comunque una lettura piacevole. Il personaggio del miniaturista poteva avere degli sviluppi migliori, creare un mistero più appassionante (ma forse è soltanto una mia deformazione perché cerco il thriller anche nelle soap).

In conclusione, consiglio questa lettura a chi cerca una storia raccontata da una prospettiva spiccatamente femminile che cambia nel corso della narrazione. L’ingenuità delle prime pagine con la risolutezza delle ultime crea un bel contrasto.

E voi? Lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti.

Laura

P.s. ho apprezzato che ogni capitolo avesse il suo titolo, generalmente preferisco la classica numerazione, ma in questo romanzo aveva il suo perché.

17 risposte a "“Il miniaturista” di Jessie Burton"

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  1. Sembra davvero un libro interessante. La mia Wish list natalizia sta implorando pietà perché è stracarica di libri che vorrei comprare (ci aggiungo anche questo): mi sa che uno di questi giorni mette le gambe e va a chiedere asilo da qualcuno che legge meno di me, 😁.

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