“Il segreto degli alberi” – CAPITOLO 3

Leggete qui CAPITOLO 1 e CAPITOLO 2

3

«Signor Blake, una chiamata da suo zio Conrad, devo passargliela?» Michelle pronunciò quelle parole con cautela.
Dall’altro capo, un silenzio interminabile la rese nervosa; poi, arrivò l’ordine perentorio. «Sì, mi passi la chiamata e venga nel mio ufficio con la cartellina blu delle assemblee; devo controllare alcuni verbali.»
La ragazza mise in comunicazione i due e si alzò dirigendosi verso i cassetti dove sistemava i documenti. Entrò nell’ufficio di Lucas Blake proprio mentre questi terminava la conversazione con lo zio. Inizialmente, il ragazzo non alzò lo sguardo su di lei; si limitò a farle un cenno con la mano affinché lasciasse i fogli sulla scrivania.
Michelle rimase in piedi di fronte a lui per un momento che le parve interminabile. Lucas la attraeva molto, fin da quando era stata assunta.
Il giorno del colloquio, aveva deciso di fare una buona impressione partendo dall’abbigliamento e aveva scelto uno stile serio ma allo stesso tempo intrigante. Una camicetta bianca in seta e una gonna nera molto aderente le risaltavano la vita sottile e invidiabile, un paio di decolleté ai piedi e una giacca scura le davano un tocco di sobrietà. I capelli biondi, raccolti in uno chignon, e il trucco leggero conferivano luce agli occhi chiari. Seduta nella sala d’attesa, aveva pensato che sarebbe stato meglio sbottonare la camicetta: un solo bottone, per mettere in risalto il seno senza apparire volgare. Lucas Blake in persona era giunto sulla soglia, con il fisico perfetto sul quale aderivano camicia e pantaloni. Capelli scuri, occhi azzurri e denti bianchi, perfettamente allineati, rendevano il suo sorriso seducente e irresistibile. Tutto ciò aveva messo a dura prova Michelle che aveva mantenuto un’espressione seria nonostante il fascino del suo potenziale nuovo capo. Furono la sua bella presenza e l’interessante curriculum, nonostante la giovane età, a renderla vincente. A pochi giorni dal loro incontro, aveva ricevuto una telefonata dalla Blake Manufacturing per firmare il contratto di lavoro. Era entrata a far parte dell’azienda dello scapolo milionario più ambito degli ultimi tempi. Negli anni successivi, Michelle si era spesso chiesta se quella fosse stata una fortuna perché il suo capo non era una persona semplice.
In quel momento, Blake era nervoso, il piede sinistro continuava a battere sul pavimento. Mentre lo osservava sfogliare l’agenda, si decise a parlare. «Posso fare qualcos’altro per lei, signor Blake?»

Lucas Blake alzò la testa e notò lo sguardo interrogativo della segretaria fisso su di lui. Michelle Prink portava una camicetta nera di pizzo che lasciava trasparire la candida pelle chiara, giù fino al suo seno piccolo e sodo. Un brivido di desiderio lo percorse, ma accantonò quella piacevole idea: c’erano troppi problemi da risolvere in quel momento e non aveva tempo per rilassarsi. La ragazza, inoltre, non sembrava essere una preda facile e la cosa non faceva per lui. Perciò, la congedò senza troppe smancerie e lei se ne andò lasciando dietro di sé una dolce scia di profumo.
La telefonata di zio Conrad lo aveva turbato: la fabbrica di pellame che gli aveva dato in gestione non stava decollando e aveva subìto più perdite di quelle preventivate.
Decise di uscire. Passò di fronte alla scrivania di Michelle e richiamò la sua attenzione: «Signorina Prink, veda di sbrigare le faccende più urgenti; sarò alla tavola calda per una pausa.»
Si diresse verso le scale e uscì dall’edificio circondato, come sempre, dai saluti formali e rispettosi dei suoi dipendenti.
Puntò in direzione del locale dall’altra parte della strada e, dopo essersi accomodato a un tavolo, afferrò un quotidiano.
La cameriera si avvicinò estraendo dal completo rosa un blocchetto e una penna. «Cosa le porto, signor Blake?»
«Una birra, un sandwich con insalata e torta di mirtillo» rispose il ragazzo senza distogliere l’attenzione dal giornale, la sua attenzione era stata catturata da un articolo di cronaca locale.
La ragazza, con occhi vispi e un grosso sorriso, mormorò un ringraziamento.
«Villa Lemon, perché questo nome mi è familiare?» domandò a voce alta Blake.
La cameriera sbirciò sul giornale mentre gli serviva la birra e il sandwich. «Se posso permettermi, signor Blake, Villa Lemon apparteneva ai defunti coniugi Crane e ora è stata messa in vendita.»
Blake rifletté per qualche istante su quanto aveva appena ascoltato e sbiancò. Soltanto adesso ricordava di aver ricevuto una convocazione dall’agenzia immobiliare in merito all’acquisto della villa. Da tempo era alla ricerca di un edificio lussuoso e, a Pineswood, quella sembrava la scelta più adatta. L’appuntamento era stato fissato per quella settimana, tuttavia non ricordava il giorno preciso: avrebbe dovuto chiederlo alla sua segretaria. «Portami un caffè doppio e la torta di mirtilli, subito!» sbraitò attirando l’attenzione degli altri clienti.
La cameriera, rossa in volto, sparì dalla sua vista per ricomparire dopo pochi istanti.
Lucas Blake uscì dal locale di corsa e tornò in ufficio fiondandosi davanti a Michelle. Batté un pugno sulla scrivania facendola sussultare. «Quando si terrà l’incontro per Villa Lemon?»
Michelle, con mani tremanti, iniziò a scartabellare in fretta l’agenda fino ad arrivare a quel giorno. Le unghie laccate di rosso indicarono l’orario: mezzogiorno e un quarto.
«Cosa?» urlò l’uomo, paonazzo. «Dovrei essere lì da mezz’ora! Come diavolo è potuto accadere?» fece battendo un altro pugno sulla scrivania.
«Si…si…signor Blake, si calmi» farfugliò la segretaria, spaventata.
«Calmarmi? È stata una sua negligenza, avrebbe dovuto ricordarmelo» ruggì Blake.
«Signor Blake» iniziò risoluta la ragazza, «ieri le ho passato la chiamata dell’agente immobiliare con cui ha fissato l’appuntamento. Ho segnato tutto sulla mia agenda e le ho lasciato un appunto sulla scrivania, non ho tralasciato proprio nulla.»
Blake, a quelle parole, si zittì. «Beh…» iniziò, «faremo i conti dopo, ora devo correre in quella maledetta agenzia.»

«È passata più di mezz’ora, direi che il signor Blake non presenterà la sua offerta. Eppure sembrava così convinto, aveva già accennato a una cifra da capogiro» bofonchiò Albert Hoffman. «Comunque, cara Endelaman e caro Hammond, consegnatemi le buste chiuse» pronunciò, rivolto ai due acquirenti.
Il notaio fece un cenno di assenso.
Quando Albert Hoffman ricominciò a parlare, non nascose il suo stupore. «Hammond, ma come?»
«Ho parlato a lungo con la signora Crosel, caro Albert, e ho cambiato la mia offerta all’ultimo minuto» spiegò il vecchietto sorridente.

Endelaman non capiva la natura di quei discorsi; si voltò prima verso i due uomini e poi incrociò lo sguardo della governante. Quest’ultima fece spallucce sorridendo. «Ma che succede?» domandò con un po’ di preoccupazione.
«Endelaman» iniziò l’agente immobiliare, «Hammond si è ritirato da questa competizione e ha lasciato lei come unica partecipante.»
Endelaman strabuzzò gli occhi sempre più confusa.
«In questo foglio, il signor Locker si dice molto compiaciuto per il suo progetto e intende aiutarla» concluse Hoffman mentre Hammond Locker annuiva divertito.
Endelaman sbiancò: la vittoria giungeva inaspettata. Sorrise e ringraziò i nuovi amici, promettendo di adempiere al meglio a quel compito così impegnativo.
«Tutto a verbale» affermò Byron Williams posando la penna sulla scrivania.
Albert Hoffman fece firmare l’atto d’acquisto a Endelaman Crosel in tutte le sue parti e Hammond si congratulò nuovamente con lei.
«Tornando a noi, signora Crosel, mi piace molto questa sua idea e mi dica: come verrebbe organizzato questo orfanotr… mmm, questa casa dei bambini? La villa è molto grande, come ben saprà. In che modo intende gestire gli spazi?» chiese l’agente immobiliare.
Endelaman tirò fuori dalla borsa una cartellina verde dalla quale estrasse alcuni fogli.
«Ecco, qui abbiamo una piccola planimetria dell’abitazione» fece la donna inforcando gli occhiali. «Un buon numero di stanze verranno occupate dai letti per i bambini e allestirò una grande sala in cui potranno studiare. Ci saranno molti libri e per questo potrei chiedere aiuto a sua figlia» Endelaman fece l’occhiolino ad Albert. «La cucina dovrà essere spaziosa e la sala da pranzo ancor di più. Userei l’esterno sia come giardino che come motivo di svago» sorrise compiaciuta.
Albert osservava ciò che la donna aveva progettato annuendo soddisfatto. Endelaman trovò anche l’approvazione di Hammond Locker e della signora Ferrauld, mentre il notaio se ne stava in disparte immerso nei propri pensieri.
«E, qui, ho provato a disegnare la mia idea finale» fece Endelaman orgogliosa, mostrando ai presenti alcune proiezioni della villa a seguito delle trasformazioni necessarie.
«Ma è meravigliosa, signora Crosel! E ha fatto tutto questo da sola? Lei disegna magnificamente e ha un ottimo gusto in fatto di arredo» si complimentò il signor Hoffman.
In quel momento, la porta si spalancò: Lucas Blake apparve affannato sulla soglia.
«Signor Blake» esclamò Albert Hoffman, sorpreso.
«Ecco la mia offerta» fece l’uomo sventolando la busta davanti agli occhi dell’agente immobiliare.
«Oh, signor Blake, io non so come dirglielo, ma…» fece Hoffman dando un’occhiata all’orologio «lei è in ritardo di un’ora e questo ritardo ingiustificato ci ha autorizzati a procedere senza di lei. La villa adesso appartiene alla signora Endelaman Crosel.»
Lucas Blake si fece scuro in volto. «Mi sta dicendo di non aver tenuto in considerazione la mia proposta?»
«Avrebbe dovuto presentare la sua offerta in via ufficiale oggi, come da accordi, signor Blake. E sì, non abbiamo potuto fare altrimenti» rispose l’agente immobiliare sbirciando in direzione del notaio.
«La nuova proprietaria di Villa Lemon è… lei?» domandò rivolto a Endelaman.
«Sì, sono io. Piacere di conoscerla, sono Endelaman Crosel» fece la donna.
Blake la guardò con sdegno ignorando la mano tesa verso di lui. «Bene, stabilisca una cifra, i soldi non sono un problema. Deve vendermi la villa» sentenziò.
«Mi dispiace, ma ho altri progetti, non intendo vendere.»
«Forse non mi ha sentito, posso pagarla il doppio del suo valore, anche in contanti.»
Endelaman scosse la testa, niente le avrebbe fatto cambiare idea adesso che era così vicina a realizzare il suo proposito.
«Come osa sfidarmi?» urlò l’uomo rosso in volto.
«Sono sicura che con tutti i suoi soldi non avrà problemi a trovare qualcosa che le si confaccia» Endelaman si voltò verso Albert Hoffman, ritenendo concluso quello spiacevole colloquio.
«Le renderò la vita un inferno, può starne certa» esclamò Lucas Blake prima di andarsene sbattendo la porta.
Il silenzio calò sulla stanza.
«È una mia impressione o lo abbiamo fatto arrabbiare?» sdrammatizzò Hammond Locker.
«Domando scusa, cari signori, per questo increscioso episodio. Il temperamento del signor Blake è noto a tutti, tuttavia non avrei mai immaginato una reazione così esagerata» fece l’agente immobiliare con evidente imbarazzo.
«Tanto bello quanto pericoloso» affermò rabbrividendo la signora Ferrauld.
«Quell’uomo non mi spaventa affatto» disse Endelaman tranquillamente.
«Non lo sottovaluti, signora Crosel. Mi creda, forse non lo conosce abbastanza bene.»
«Terrò a mente il suo consiglio, Albert. Sono sicura, però, che con l’aiuto di tutti voi non avrò di che temere» concluse Endelaman.
«Lo spero» mormorò l’agente immobiliare «ad ogni modo, signora Crosel, tornando ai nostri affari, ha la mia piena approvazione e il mio appoggio. C’è solo una cosa che non mi torna» disse, sfogliando le carte. «Qui, nelle sue coordinate bancarie, risulta un altro nominativo: Endelaman von Strais. C’è forse stato qualche errore?» domandò dubbioso.
Endelaman sorrise. «No, signor Hoffman, è tutto corretto. Endelaman von Strais è il mio nome da sposata.»
«Lei è sposata, signora Cr… mmm, Endelaman?» domandò titubante Hoffman.
«Vedova» affermò lei «ho preferito tornare al mio cognome da nubile.»
«Oh, beh, in questo caso…» sussurrò l’uomo sfogliando i documenti.
«Bene, a meno che non ci sia altro, miei cari, io mi congederei. Ho un sacco di faccende da sbrigare e ho intenzione di dare il via alla mia attività il prima possibile» fece Endelaman alzandosi dalla sedia.
«Sì, direi di non avere altro da aggiungere» disse Hoffman.
«Non ho ancora visitato la villa per bene, pur avendola acquistata» rise Endelaman «non nel dettaglio, almeno. Gradirei, signor Albert, che me la mostrasse con la sua professionalità» lo adulò. «E, naturalmente, anche il signor Hammond e la signora Ferrauld sono invitati.»
«Grazie, signora Crosel. Se gli impegni me lo permetteranno, ne sarò onorata» sorrise la donna.
«Allora è deciso, signor Hoffman, mi comunichi la sua disponibilità non appena le sarà possibile» disse Endelaman salutando i presenti.
«Che cara donna: riservata, ma molto gentile» commentò Dorothy Ferrauld.
«Sì, lo è…» fece l’agente immobiliare «ed era anche sposata.»
«E questo cosa c’entra?» rise Hammond Locker fissando l’agente immobiliare. «Anche tu lo sei!»
«Già» fece Albert Hoffman, pensieroso.
«Suvvia, Albert, cosa penserebbe Clarabelle di questo?» ridacchiò Dorothy.
«Nulla» sospirò Hoffman «assolutamente nulla» fece scuotendo la testa.

Lucas Blake rientrò in ufficio di pessimo umore.
Come diavolo era potuto accadere? Per colpa di una dimenticanza, ora la villa era nelle mani di quella donna. Qualcuno bussò alla porta.
«Chi è?» urlò in risposta.
Sulla soglia apparve la segretaria con aria titubante. «Signor Blake, suo zio Conrad vorrebbe parlarle.»
«Digli che non sono in ufficio e che lo richiamerò.»
«No, mmm… è qui fuori che attende» rispose lei.
Lucas si irrigidì. «Beh, in questo caso… fallo entrare.»

«Caro nipote, hai un gran fiuto per gli affari. Capisco il tuo grande successo, non ci sono dubbi» fece Conrad, complimentoso.
«Vedi zio, basta un po’ di spirito di iniziativa. Devi saper pubblicizzare al meglio il prodotto per essere competitivo sul mercato. Te l’ho già spiegato per telefono, non farmi pentire di averti affidato questo incarico» sentenziò bruscamente il ragazzo.
«Scusa Lucas, hai ragione. Farò più attenzione» rispose Conrad Blake dirigendosi verso l’armadietto dei vini. Tirò fuori una bottiglia di rosso con due bicchieri e invitò il nipote a sorseggiare assieme a lui. «Ottimo vino italiano direttamente dalle Langhe» esclamò cercando di intavolare una conversazione. «Questo vino deve invecchiare per almeno dodici mesi, di cui sei in una botte di legno. Lo sapevi?» domandò sorridendo.
Lucas non disse nulla. Guardò il contenuto del suo bicchiere agitandolo leggermente. «Hai parlato con mio padre, di recente?»
«No, non lo sento da un bel po’. Non si trovava a Stoccolma per concludere quell’importante contratto con la compagnia assicurativa? Quella dannata guerra sembra aver incrementato i suoi affari.»
«Già, e mia madre passa intere giornate in centri di bellezza. Come se gli impegni di mio padre si adattassero perfettamente ai suoi bisogni, come quando ero bambino» disse Lucas, con sguardo perso nel vuoto. «Comunque, non me ne importa nulla. Ho imparato a gestire la mia vita da solo» alzò la voce con più convinzione.
«A tal proposito» intervenne lo zio «che ne è del tuo ultimo affare per Villa…» Conrad si pentì di aver posto quella domanda. Il nipote stava serrando la mascella, un brutto segno per lui che lo conosceva molto bene.
Un bel po’ di anni addietro, i signori Blake, Oliver e Amanda, erano partiti per uno dei soliti viaggi di lavoro ed erano tornati circa un anno più tardi con una sorpresa assai gradita: un figlio di nome Lucas. Crescendo, il bambino spiccò per la sua curiosità e il suo entusiasmo. Zio Conrad e sua moglie Zafira lo ospitavano con gran piacere a casa loro; tuttavia le continue assenze dei genitori fecero crescere sempre più rabbia e rancore in lui. Finiti gli studi, Lucas creò un suo impero ricorrendo a ogni espediente, lecito o illecito. Si servì di ricatti e corruzioni. Si circondò di cattive compagnie, attirate dal denaro di cui disponeva largamente, che lo trascinarono nel loro giro.
«Dannazione, zio! Quel maledetto agente immobiliare ha venduto la villa» esclamò il ragazzo interrompendone il flusso dei ricordi.
«Cosa? Ha venduto la villa? E a chi?»
«Endelaman Crosel. La conosci?»
Lo zio scosse la testa. «E come ha fatto questa Endelaman Crosel a comprare la villa? Non avevi forse offerto una bella somma?»
«Certo che sì. L’agente, però, aveva fissato un appuntamento con me, la Crosel e Hammond Locker. Ho ritardato di un’ora senza avvisare e quell’uomo da quattro soldi ha pensato bene di agire alle mie spalle.»
«Nipote, purtroppo il tuo ritardo ti è costato caro. Ormai non puoi farci nulla, troverai opportunità migliori. Non pensarci più.»
«Non pensarci più?» ruggì il ragazzo; «come sarebbe a dire non pensarci più? Quella villa doveva essere mia. E l’avrò!»
«Cos’hai intenzione di fare?» domandò lo zio, preoccupato.
«Farò ciò che ho sempre fatto. Avrò quello che voglio, con le buone o con le cattive» bofonchiò il nipote.
«Stai molto attento, Lucas. Non devi per forza ottenere le cose con la violenza» azzardò Conrad.
«Da quando hai iniziato a farmi la morale, zio? Non mi pare di aver chiesto la tua opinione.»
Lo zio tacque come aveva fatto per tutta la vita e lasciò l’ufficio del nipote deluso da se stesso e dalla sua impotenza.

Lucas Blake prese carta e penna, scarabocchiò un numero di telefono e si alzò. Raccolse un paio di cose mettendole nella valigetta e uscì.
Si bloccò davanti alla scrivania di Michelle cercando di ricomporsi. «Signorina Prink, chiami questo numero e fissi un appuntamento al pub del molo con la persona che risponderà per questa sera alle otto e mezza. Per oggi, io ho finito, sbrighi lei le ultime faccende. Non voglio essere disturbato da nessuno.»

SE I PRIMI TRE CAPITOLI VI HANNO INCURIOSITO, NON VI RESTA CHE CONTINUARE A SEGUIRCI PER SCOPRIRE LA DATA DI USCITA DE “IL SEGRETO DEGLI ALBERI”!

Aggiornamento: Trovate il romanzo su Amazon!

Il segreto degli alberi: Copyright © 2020 Elena e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati.

Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà delle autrici.

Quest’opera è un prodotto dell’immaginazione delle autrici. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono fittizi. Ogni riferimento a fatti o a persone reali, viventi o scomparse, è puramente casuale.

Immagine di Pixabay


45 risposte a "“Il segreto degli alberi” – CAPITOLO 3"

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    1. Ciao! Beh, il genere sarebbe rosa, quindi una descrizione un po’ Harmony ci può stare😜
      Lucas Blake ha tanto spazio e c’è un perché… Il romanzo sarà di circa 400 pagine, ma dai primi tre capitoli sappiamo che non rende molto😊

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  1. Buongiorno! 🙂 La storia si fa sempre più intrigante… wow!! Mi ha fatto sorridere il fatto che il cognome della segretaria dell’uomo sia quello della catena di negozi che vengono accessori per stampanti ed altro… 😉 Un abbraccio a tutte e due. ❤

    Piace a 1 persona

  2. Ciao ragazze, 😀. Volevo farvi i complimenti per i primi capitoli del vostro romanzo. Davvero stupendi, 😍. Dopo pranzo mi sono presa un attimo di pausa e li ho letti tutti d’un fiato. Sono davvero molto ben scritti e la lettura scorre via veloce. Bravissime, 👏.

    Piace a 1 persona

  3. Ragazze, che dire, non ho parole! Ho sempre detto che vi prendo come esempio e vi stimo moltissimo. Il vostro romanzo racchiude i miei generi di lettura preferiti. Già dopo questi primi tre capitoli, ho mille domande e mille aspettative sui personaggi, a cui mi sto già affezionando. Ho letto il terzo capitolo con mia madre pochi minuti fa e anche lei vi fa i complimenti. In realtà le parlo spesso del vostro talento, ma a prescindere da quello, anche della vostra simpatia. Attendo con ansia l’uscita de “Il segreto degli alberi” su Amazon. Bravissime e in bocca al lupo per tutto! Ve lo meritate❣😘

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    1. Grazie Laura! Le tue parole sono sempre bellissime e ci aiutano moltissimo. Siamo felici che i primi capitoli ti siano piaciuti e speriamo ti piacerà anche il resto…😊 Grazie, grazie, grazie! E non dimenticare di ringraziare anche tua madre…😊❤️

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  4. I primi 3 capitoli sembrano promettenti. Nonostante la giovane età delle autrici il racconto è scritto molto bene. In particolare trovo molto evocative le descrizioni e i personaggi si preannunciano interessanti. Nei capitoli finora pubblicati si aprono molte trame e possibili sviluppi che intrigano il lettore. La lettura non è mai pesante e sempre scorrevole nel passare dalla storia principale a brevi digressioni sulla storia passata dei personaggi. Complimenti, aspetto con ansia il seguito.

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