“Il segreto degli alberi” – CAPITOLO 2

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2

Il fresco venticello primaverile agitava le foglie degli alberi e alcuni fiori di ciliegio volteggiavano nell’aria. Una donna, seduta su una panchina, alzò il capo: i suoi occhi color ghiaccio vennero illuminati dai raggi del sole. I bambini di fronte a lei giocavano e ridevano con una semplicità e un’innocenza che, in qualche modo, la aiutavano a distogliere la mente dai pensieri che la tormentavano. Sorseggiò il suo caffè da asporto: era ancora caldo. Strinse il bicchiere fra le mani fredde provando un dolce senso di piacere.
Si guardò attorno: il parco non era molto affollato. L’orologio del campanile segnava quasi mezzogiorno. Decise che avrebbe atteso ancora qualche istante e si sarebbe avviata con calma verso l’uscita: l’appuntamento era stato fissato per le dodici e un quarto.
Un tonfo la fece voltare di scatto: un bambino era a terra in preda a lacrime e singhiozzi.
D’istinto fece per aiutarlo ma si bloccò, preceduta dalla madre del piccolo che lo sollevò da terra e lo strinse forte. Quando lo lasciò andare, il bimbo corse verso gli amichetti come se nulla fosse: ormai la caduta era solo un brutto ricordo.
Endelaman si sentì improvvisamente invidiosa e tremendamente triste, ma pensò che non avrebbe dovuto rovinare quella giornata con la malinconia. I raggi del sole le illuminarono il volto e il ciondolo a forma di farfalla, poggiato sul petto, luccicò come a voler spiccare il volo.
Prese la borsa, gettò il bicchiere del caffè nel cestino dell’immondizia e si incamminò verso il cancello.
Attraversò la strada e proseguì il suo cammino lungo la via guardando distrattamente le vetrine. L’aria profumava di dolce: cupcakes appena sfornati!
Pensò che non avrebbe potuto evitare una sosta da Mary’s House. Spinse la porta e salutò con un sorriso la vecchia donna che stava dall’altra parte del bancone.
«Signora Crosel, è da un po’ che non ci si vede! È arrivata giusto in tempo per i cupcakes» cinguettò l’anziana pasticcera.
«Mary, i suoi dolci conquisterebbero anche gli animi più duri. Mi faccia un pacchetto, ne porterò via alcuni.»
«Beata lei che può permetterselo! Io ingrasso solo a guardarli» fece la signora Mary.
«Oh, non sono per me. Ho un appuntamento tra poco con l’agente immobiliare e, dato che è quasi ora di pranzo, non sarebbe carino presentarsi a mani vuote.»
«Che cosa bolle in pentola?» chiese la vecchietta, incuriosita, mentre sistemava il fiocco sul pacco.
«Tutto a suo tempo, cara Mary, tutto a suo tempo» disse Endelaman facendo l’occhiolino. Pagò e uscì.
«Che donna misteriosa» disse tra sé la pasticcera.
Endelaman si diresse verso l’agenzia immobiliare e, da lontano, scorse l’uomo paffutello con cui si era accordata il giorno precedente uscire dalla porta e chiudere a chiave. Si affrettò e fece un cenno con la mano.
Hoffman concentrò lo sguardo cercando di mettere a fuoco e, non appena la riconobbe, sorrise mostrando i piccoli denti. «Signora Crosel, è sempre un piacere vederla» sussurrò afferrandole la mano e baciandone il dorso.
«Il piacere è tutto mio, caro Albert» rispose lei in modo deciso. Sorridendo mostrò il pacchetto all’agente immobiliare che spalancò gli occhi meravigliato, leggendo ciò che era scritto sull’incarto.
«I dolci di Mary, che delizia! Stavo giusto andando a mangiare qualcosa di veloce prima del nostro incontro. Mia cara Endelaman, lei sì che sa come viziare un vecchio uomo come me» esclamò Albert Hoffman con l’acquolina in bocca.
«Ho pensato che tutto quel valutare case e creare annunci mettano un certo appetito, soprattutto a quest’ora.» Endelaman diede un’occhiata all’orologio.

Albert Hoffman non resistette alla tentazione: quei cupcakes caldi emanavano un profumo inebriante. Sfasciò la confezione da un lato e, dopo averne estratto uno, iniziò ad addentarlo con piacere. «Mi scusi, signora Crosel, ma non potevo fare altrimenti» sbiascicò per giustificarsi. «Mmm, deliziosi, semplicemente deliziosi» bofonchiò ancora con la bocca piena.
Uno sguardo a Endelaman gli fece ricordare il giorno in cui la donna era entrata nel suo ufficio per la prima volta. Il campanellino d’ingresso lo aveva avvisato dell’arrivo di un visitatore. Distogliendo l’attenzione dalle sue scartoffie, ne era rimasto ammaliato: un elegante cappotto viola faceva risaltare il viso perfetto e una gonna a tubino nera scopriva, in parte, due gambe mozzafiato. Albert la osservava mentre la donna scostava un ciuffo di capelli dalla guancia portandolo dietro l’orecchio. Era arrivata a Pineswood tempo addietro, tuttavia nessuno era a conoscenza della sua vita prima di allora. Una donna di bella presenza: occhi azzurri, di una tonalità più simile al ghiaccio che al cielo, illuminavano il volto segnato da alcune rughe. I capelli a caschetto grigi, sempre curati, incorniciavano il volto.
Vestiva in modo impeccabile, abbinando colori e stili che si sposavano bene con la sua figura. Per essere una donna di mezz’età, Endelaman Crosel si poteva definire una tra le più desiderabili di Pineswood. Sebbene il suo modo di fare seducente le facesse cadere ai piedi molti uomini, non aveva mai avuto la reputazione di una donna facile. Aveva percorso il tratto che la divideva da Albert producendo un elegante rumore di tacchi e aveva espresso il suo interesse per l’acquisto di Villa Lemon.
«Sono contenta che le piacciano» sorrise Endelaman distogliendolo dai suoi pensieri «ma torniamo al motivo per il quale ci siamo incontrati oggi. Ha già preso una decisione, signor Hoffman?» domandò.
«Beh, ecco… preferirei parlarne in presenza degli altri due possibili acquirenti» fece l’uomo «che dovrebbero arrivare a momenti» continuò, dando un’occhiata all’orologio. «Intanto, sediamoci su questa panchina» fece indicandone una alla loro destra.
I due si accomodarono e l’uomo iniziò a parlare con voce tesa. «Cara Endelaman, come lei ben sa, mi trovo in una situazione difficile. Sono stato incaricato dal notaio e dal legale del signor Archibald Crane di curare la vendita della villa. Ora, essendo stato molto amico del signor Crane, mi piacerebbe essere a conoscenza delle sorti dell’immobile, qualora venisse acquistato. Archibald mi ha raccomandato di affidare la villa a una persona con buone intenzioni, tuttavia sarà la cifra offerta a determinarne il futuro» spiegò Hoffman. «Ci sono altri due possibili candidati, signora Crosel. Hammond Locker, legato al signor Crane da una profonda amicizia e…» Hoffman abbassò la voce «un uomo che fa molto parlare di sé: Lucas Blake.»
Endelaman non si scompose, continuò ad ascoltare le parole del suo interlocutore.
«Sarò sincero, signora Crosel. Il signor Blake è un uomo potente. Ho già ricevuto una proposta in denaro molto consistente. Potrebbe illustrarmi ciò che lei ha in mente di fare con Villa Lemon?» concluse l’agente.
La donna rimase in silenzio. Con la mano scostò una ciocca di capelli scoprendo gli occhi. «Un orfanotrofio, signor Hoffman. Ciò che vorrei fare di quella villa è un orfanotrofio, anche se preferirei definirla casa per bambini meno fortunati» specificò.
Albert Hoffman rimase a fissarla e a fissare l’ultimo pezzo di cupcake che aveva fra le mani. «Molto nobile come fine, davvero molto nobile. I bambini sono il nostro futuro ed è bene che crescano nella più totale gioia e spensieratezza, visti anche i difficili momenti vissuti durante la guerra. Nessuno ha idea di quanti poveri orfanelli vaghino per le strade del nostro paese. Lei ha figli, signora Crosel?» domandò all’improvviso.
Endelaman si irrigidì. «Sì, uno, ma mi è stato portato via quando ero molto giovane. Per questo voglio fare del bene ai bambini soli. Spero che anche al mio sia capitata qualche occasione di questo tipo» concluse deglutendo.
L’agente immobiliare capì di aver creato disagio in Endelaman. Decise, quindi, di spostare la loro conversazione su un altro argomento. «Anche io ho una figlia, sa? La conoscerà sicuramente; lavora alla biblioteca, Lucinda. Mora, riccia… un sacco di grilli per la testa!» rise.
Endelaman sorrise a sua volta. «Sì, sono andata in biblioteca alcune volte; una ragazza molto gentile e disponibile.»
«Scusate il ritardo» esordì una voce maschile alle loro spalle.
«Oh, signor Locker, signora Ferrauld, che piacere avervi qui!» fece Hoffman voltandosi.
«Il piacere è tutto nostro» sorrise l’anziano.
«Vi presento la signora Endelaman Crosel, un’altra possibile acquirente. Signora Crosel, questi sono il signor Hammond Locker e la sua governante Dorothy Ferrauld» spiegò Hoffman.
I tre si strinsero la mano e iniziarono a chiacchierare, avviandosi verso l’agenzia immobiliare.
«Signora Crosel, ho sempre sentito parlare di lei per la sua eleganza e bellezza, tuttavia mi rendo conto che le voci non le rendevano giustizia» si complimentò Hammond Locker con sincera simpatia.
Endelaman lo ringraziò sorridendo.
«Che fine ha fatto… Lucas Blake?» fece la governante in un sussurro rivolta all’agente immobiliare. «Non ne so nulla. Ho avvisato la sua segretaria, la quale mi ha confermato la partecipazione» rispose accigliato l’uomo mentre apriva la porta dello studio. «Prego, entriamo nel mio ufficio. Attenderemo qui il suo arrivo e quello del notaio, Byron Williams.»

CAPITOLO 3

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Il segreto degli alberi: Copyright © 2020 Elena e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati.

Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà delle autrici.

Quest’opera è un prodotto dell’immaginazione delle autrici. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono fittizi. Ogni riferimento a fatti o a persone reali, viventi o scomparse, è puramente casuale.

Immagine di Pixabay

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