Giànca e Néigro a-o Santoâio da Nonçiâ (föa) – Bianca e Nero al Santuario dell’Annunziata (favola)

Ciao a tutti! Sono Elena e oggi volevo proporvi una lettura particolare. Già nel titolo, per molti incomprensibile, c’è qualcosa da spiegare. Si tratta di una favola in genovese/italiano e tutto nasce dal fatto che il piccolo comune di Arenzano in provincia di Genova ha partecipato ad un evento molto importante: le Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a una parte di storia locale molto interessante.

In occasione di questo sabato pomeriggio immerso nella cultura, è stato pubblicato un libricino con la favola di Giànca e Néigro (Bianca e Nero) in cui possiamo trovare la popolare poesia genovese con la traduzione italiana e molte bellissime illustrazioni che rendono giustizia a tutta l’opera. Inoltre, ci sono molte informazioni su luoghi d’interesse visitabili.

Uno di questi luoghi, spesso sconosciuto ai molti turisti che affollano Arenzano nel periodo estivo è il Santuario dell’Annunziata delle Olivette che deve il suo nome alla diffusa coltura dell’olivo nel XVI secolo, ma ha origini ancora più lontane: risale all’epoca romana quando era un luogo di culto di un eremita cristiano. Ed è questo Santuario che fa da sfondo alla favola di Giànca e Néigro.

Correvano gli infausti anni del XVI secolo, inizia così Lorenzo Giacchero che ha curato i testi della favola. Ad Arenzano si era diffusa la paura a causa dei temibili turchi che compivano scorribande in tutto il Mediterraneo. Vi erano numerosi punti di avvistamento e per questo la cittadina, come molte altre cittadine costiere italiane, costruì una rete di punti di avvistamento tra cui il presidio notturno della Torre dei Saraceni, ancora oggi presente ad Arenzano.
Un giorno, all’alba, ci fu una violenta incursione con conseguente fuga degli abitanti verso le alture della città.
L’ultimo della fila era un ragazzo che cercava di mettere in salvo la propria famiglia: papà, mamma, nonni e sorellina. Fu catturato, ma il suo sacrificio permise alla famiglia di salvarsi (anche se lui non riuscì ad assicurarsene). Fu incatenato e portato via in mare, fino alle coste africane. Lì, assunse una posizione di rilievo alla corte del Bey, spiccando per astuzia, vigore e intelligenza. Egli credeva di aver perso la famiglia e riteneva responsabili gli abitanti del suo paese natale per non aver protetto i suoi cari. Il colore della sua pelle, arsa da sole e salsedine, divenne quasi nero (Néigro). Il Nero divenne il terrore di tutta la Riviera (e da qui la leggenda dell'”uomo nero” che ci raccontavano i nostri nonni, quando eravamo bambini, per farci smettere di essere monelli e capricciosi).
In una delle spedizioni saracene-barbaresche si ritrovò davanti alla costa della sua Arenzano per rifornire la sua flotta di acqua dolce e quindi, emozionato e felice, sbarcò sulla spiaggia. Lì, notò una pezza chiara sulla quale era ricamata una”B”, dimenticata dalle donne che erano andate a fare il bucato. La pezza era di Bianca (Giànca), che si trovava seduta sull’uscio di casa a sospirare osservando l’antico balcone della casa di Nero. I due giovani, in passato, si erano amati in via non del tutto ufficiale, limitandosi a lanciarsi sguardi languidi, l’uno con l’altra, dalle proprie finestre. Il Nero, rivedendo Bianca, ebbe il batticuore. Bianca, non appena si accorse di aver smarrito il tessuto, si diresse sulla spiaggia dove trovò il Nero con il ricamo in mano. Si spaventò e corse verso la chiesetta dell’Annunziata per rifugiarvisi all’interno. Anche i presenti alla Messa mattutina furono scossi da quella visione: il giovane arenzanese rapito ai suoi cari era lì.
C’è un lieto fine per Giànca e Néigro che vissero d’amore, felici e contenti.

Questa storia è molto bella e vi sono legate molte usanze e tradizioni di Arenzano. Se doveste capitare da quelle parti, non perdetevi il Santuario delle Olivette con annesso piccolo museo marinaro ricco di reperti della millenaria tradizione arenzanese.  Per informazioni potete visitare la pagina Facebook Itinerario marinaro “Spinti al largo”, di Arenzano.

Vi lascio con alcune mie foto scattate all’interno della Chiesa.
A presto!
Elena

Copyright © Elena Canepa
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Giànca e Néigro a-o Santoâio da Nonçiâ (föa):

A cura di: HASTArenzano Studi e memoria storica; Itinerario Marinaro SPINTI AL LARGO

Hanno collaborato:
per le illustrazioni della copertina e della favola: Carla Carlini
per le fotografie: Franco Caviglia
per la realizzazione a stampa: Pier Nicolò Como
per i testi: Lorenzo Giacchero
per le relazioni esterne: Marina Piccardo
per la consulenza storica: Giuseppe Roggero

10 risposte a "Giànca e Néigro a-o Santoâio da Nonçiâ (föa) – Bianca e Nero al Santuario dell’Annunziata (favola)"

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