“Il palazzo dei sogni perduti” di Charlotte Betts

Buongiorno a tutti. Sono Elena e oggi vi parlerò dell’ultimo libro letto. Si tratta de “Il palazzo dei sogni perduti” e, come spesso mi accade, sono stata attratta dalla copertina che mi ha trasportata immediatamente nei luoghi lontani ed esotici dei quali mi fa sempre piacere leggere.

Non conoscevo Charlotte Betts e ho già in mente di acquistare qualche altro suo romanzo. Ho trovato la sua scrittura piacevole e molto simile a quella di Dinah Jefferies che adoro. Se non ho trovato chiari alcuni punti, attribuirei la colpa alla traduzione.

ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

India, 1798. A un passo dal coronare il sogno di una vita, Beatrice Sinclair, non più nel fiore degli anni, viene colta da un’atroce sventura e perde l’attempato marito e il figlio che le stava crescendo in grembo. Scacciata dalla famiglia acquisita, si ritrova in una situazione disastrosa, ma il destino la mette davanti all’unica scelta possibile: abbandonare lo Hampshire e raggiungere suo fratello nell’India dove ha già trascorso l’infanzia. Quello che scopre al suo arrivo è sorprendente: il fratello ha sposato una splendida fanciulla del posto e vive a ridosso di un harem in un immenso palazzo, il Jahanara Mahal, teatro sfarzoso di un’epoca principesca finita col furto di un leggendario diamante. Confinata nella zenana con le altre abitanti di palazzo, Beatrice si ritrova isolata in un mondo che non le è familiare e deve affrontare la sfida di ricostruire la sua vita, cercando al tempo stesso di ricostruire quel palazzo ormai in rovina che occupa da sempre i suoi sogni. Può riuscirci solo mettendo a frutto uno dei suoi talenti, mentre sullo sfondo francesi e inglesi si contendono le ricchezze della regione e con le armate napoleoniche alle porte, la situazione si fa sempre più tesa. A complicare le cose arriva Harry Wyndham, compagno di giochi d’infanzia ormai diventato uomo.
Tra sogni, sospiri, ricami variopinti e intrighi di palazzo, Beatrice dovrà decidere per cosa batte il suo cuore.

ꕥ⭒ღ❀☼∘

Questo romanzo mi è piaciuto molto, anche se la protagonista trentenne (come me) continuava a definirsi “non più nel fiore degli anni”. Cavolo! A trent’anni si ha ancora una vita davanti, pur vivendo alla fine del 1700! Comunque mi sono piaciuti i personaggi e mi hanno lasciato con un senso di smarrimento non appena ho terminato l’ultima pagina. La trama è stata coinvolgente, nonostante avessi intuito presto dove sarebbe andata a parare e chi non diceva la verità sul proprio conto. C’è stata comunque una rivelazione finale che non mi sarei aspettata, quindi mi ha fatto piacere quella svolta.
Beatrice, Bee, ha avuto l’intuizione giusta per risollevare le sorti del palazzo e ha trovato la forza (ma anche una buona dose di fortuna) per vedere i suoi sogni realizzati. Si è rifatta una vita dopo una serie di sofferenze e ingiustizie; sono molto felice per lei anche se si tratta soltanto di un romanzo.
Ovviamente, la vicenda si conclude bene, che è quello che sto cercando di trovare nei romanzi da un po’ di tempo a questa parte, quindi ne sono stata felice.
I paesaggi esotici e gli usi e costumi della popolazione mi hanno fatto sognare a occhi aperti. Ho trovato un difetto nell’impostazione del libro: vengono usati termini indiani per definire cibi, parti della casa o persone; io ho intuito il significato avendo già letto altri romanzi del genere, ma alla fine del romanzo ho trovato una pagina nella quale venivano chiariti questi termini in italiano. Sarebbe stato più pratico metterli all’inizio, così da aiutare il lettore a capire meglio i vari avvenimenti della trama senza fare confusione.
A parte questi piccoli dettagli, consiglio la lettura agli amanti del genere rosa e delle ambientazioni esotiche. Anche il periodo storico nel quale è ambientato il libro è molto particolare e io non lo conoscevo così approfonditamente.

Elena

6 risposte a "“Il palazzo dei sogni perduti” di Charlotte Betts"

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  1. Grazie della recensione; con la tua recensione mi hai incuriosito; non ho mai letto nulla di quest’autrice, né di Dinah Jeffries. Condivido il tuo parere di mettere la terminologia all’inizio del libro, piuttosto che alla fine. Un abbraccio a te e a Laura. ❤
    Buon pranzo. 🙂

    Piace a 1 persona

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