“Via col vento” di Margaret Mitchell

Buongiorno a tutti, sono Laura.

Prima di parlarvi del bel libro che ho letto, devo fare un enorme ringraziamento a Elena – la proprietaria di questo prezioso tomo – per avermene concesso la lettura prima di lei. Un applauso!!!

E ora, torniamo al dunque. Questo romanzo non necessita di presentazioni: la trasposizione cinematografica l’ha reso un’opera planetaria e immortale.
Anche io ho maturato la voglia di leggerlo proprio grazie al film (un altro applauso a Elena, fan di Via col vento dall’alba dei tempi, che me ne somministrava la visione quando ancora ero nella culla).
Consiglio a tutti di leggerlo, anche se conoscete la storia (ci sono un po’ di differenze, alcune piuttosto rilevanti) perché è veramente un capolavoro: più di mille pagine che vi faranno sentire sudisti americani.

Faccio solo una piccola parentesi (non voglio creare polemiche) in merito alla recente accusa di razzismo verso il film “Via col vento” che ne ha portato alla cancellazione dal catalogo HBO.
Ovviamente, essendo la storia ambientata durante la guerra di seccessione, nel romanzo troviamo schiavi, classismo, maschilismo e altre ideologie incivili. Durante la lettura, io non ho però percepito odio o inneggiamenti a esso. Solo un ritratto vero di quello che è un pezzo di storia.

Il romanzo è narrato in terza persona, ma il punto di vista è quello di Rossella, quindi tutte le descrizioni degli altri personaggi e degli avvenimenti vengono filtrate dal suo giudizio.

L’autrice è riuscita a trasmettermi un’infinità di sensazioni: dalla gaiezza degli assolati pomeriggi a Tara, alla frivolezza nella scelta dei vestiti da indossare a un ballo, al dolore e alle privazioni che la guerra porta, al desiderio di autodeterminazione e all’amicizia pura e sincera.

Vorrei fare una riflessione proprio sulla guerra: ne viene fatto un ritratto inclemente (come è giusto che sia).
Gli uomini, desiderosi di mostrare il loro valore sul campo di battaglia, vengono rappresentati come dei pazzi, ciechi di fronte al disastro che li attende. Le donne, anche loro votate alla causa, sopporteranno le ripercussioni della guerra con orgoglio e anche in questo si percepisce una velata critica.
Le pagine che trattano del dolore, della paura e delle difficoltà che Rossella e gli altri si trovano ad affrontare sono veramente estenuanti. Mi sono sentita opprimere da brutte sensazioni e ho appreso una cosa che nel film non avevo colto: le cause dell’indurimento del carattere di Rossella e il suo desiderio di rivincita quando le cose migliorano.

E poi… Rhett. Non ci sono parole per descrivere quanto sia affascinante, ma l’autrice le ha trovate ugualmente. Anche in questo caso, il libro riesce a essere più profondo del film: ho percepito l’intensità del suo sentimento verso Rossella crescere di capitolo in capitolo. Se inizialmente poteva essere soltanto un’infatuazione, alla fine il suo coinvolgimento è totale.

Questo romanzo mi rimarrà impresso a lungo.

Laura

P.S. ci sono diversi passaggi del romanzo che fanno sorridere, se pensiamo con la mentalità del giorno d’oggi.

Le donne di malaffare e tutto quanto le concerneva erano per lei cose misteriose e ripugnanti. Sapeva che gli uomini proteggevano quelle donne per motivi che una signora non può neanche nominare… o, se ne parlava, doveva essere bisbigliato, o indirettamente o con eufemismi. Lei aveva sempre creduto che solo uomini volgari andassero a visitare quelle donne. Non aveva mai pensato che uomini eleganti – sì, uomini come quelli che lei conosceva e con i quali ballava – facessero cose simili. Era un nuovo orizzonte che le si apriva dinanzi e com’era orrendo! Forse tutti gli uomini facevano così! Non bastava che costringessero le mogli a compiere azioni indecenti: andavano anche da donne di quel genere e le pagavano per quello! Oh, gli uomini erano abbietti e volgari, e Rhett Butler era il peggiore di tutti.

16 risposte a "“Via col vento” di Margaret Mitchell"

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  1. ovviamente i libri superano di gran lunga i film… però, devo dire che anche il film è fatto molto bene e più di una volta me lo sono gustato… anche perché, forse, guardando il film si riesce a rimanere un pochino più distaccati da certe descrizioni e quindi “soffrire” un po’ meno
    Complimenti per la bella recensione ❤

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  2. Ciao Laura 🙂 Ho visto il film, e mi è piaciuto molto; al contrario, il libro non l’ho letto, ma non metto in dubbio che sia bellissimo! Ricordo solo che, da piccolo stavo leggendo una storia su Topolino, e O Topolino, o Paperino guardavano… “Zia col mento”, evidente trasposizione fumettistica del film. Piccola digressione: su Topolino ho imparato a conoscere molti classici… 🙂

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    1. Ciao Luca! Non so se ricordi la mia recensione su “Orgoglio e pregiudizio”, ma avevo proprio raccontato del motivo per cui mi ero avvicinata alla lettura del classici: avevo letto la versione fumettosa! Sono una grande fan del settimanale Topolino, abbonata da anni 🐭🐭

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  3. Ho letto Via col vento quando avevo 15 anni, quattro volumi dei “libri del pavone”, Mondadori, il film in un certo periodo della mia vita mi sono rifiutata di vederlo, perché ero una ragazza “impegnata”, “di sinistra”, e quindi Via col vento… Poi, quando l’ho visto, è stato amore: per Miss Rossella, per Rhett Butler, non altrettanto per quel moscio di Ashley. Film oggi considerato politicamente scorretto, ma si tratta di un film di oltre 80 anni fa…

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