“Una nuova famiglia per Tobia” (prima parte) di Elena e Laura Canepa

Era la vigilia di Ferragosto di quella torrida e ormai lontana estate del 2003.

Il piccolo Tobia vagava con la mamma senza una meta certa, fermandosi di tanto in tanto per bere o per spazzolare via qualche briciola di pane lungo la strada. Da giorni, ormai, i due non si fermavano se non per dormire.

«Chissà dove mi starà portando la mamma» pensava il cucciolo ignaro del proprio destino.

La cagna, sovente, lanciava qualche occhiata al bastardino con paura e rassegnazione: i padroni ai quali era tanto affezionata li avevano abbandonati. Era successo tutto troppo in fretta per rendersene conto: la cucciolata, il sacco, la corsa in macchina… Quando era riuscita a liberarsi, mordendo con disperazione ciò che la teneva imprigionata, si era ritrovata in un luogo sconosciuto in mezzo al bosco.

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Non era sola, con lei c’era il piccolo Tobia, ma chissà che ne era stato degli altri. Con la tristezza nel cuore aveva preso il suo cucciolo di poche settimane per la collottola e si era incamminata alla ricerca di cibo e di un posto migliore in cui stare. Dov’era la sua casa? Dov’era la sua ciotola di crocchette? Perché i padroni non la volevano più con sé? Si erano forse stufati di lei? Eppure all’inizio andava tutto così bene; la padroncina passava ore a coccolarla e a giocare. Poi, ultimamente, le cose erano cambiate: moglie e marito discutevano sempre più spesso e quasi ogni sera; i toni di voce erano alti e finivano sempre con lo sguardo rivolto verso di lei. Purtroppo si rese conto solo in quel momento di quella triste verità: non la volevano più con loro.

Forse le cose erano peggiorate da quando avevano scoperto che aspettava dei cuccioli. Non lo sapeva, sapeva soltanto che adesso era sola, chissà dove, con un cucciolo di cui prendersi cura oltre che di sé stessa.

Tornare a casa era impensabile: non sentiva nessuna scia di odore che potesse indicarle la direzione giusta ma, soprattutto, anche se ci fosse riuscita, sarebbe stato ancora peggio: in quella casa ormai non la volevano più. Aveva quindi deciso di cercare un posto sicuro per il piccolo Tobia.

Povero cucciolo, la guardava con occhi tristi; di tanto in tanto chiedeva dei suoi fratelli, ma il più delle volte si fissava le zampette mortificato.

«Tobia, non fare così, non è colpa tua. Quegli umani erano cattivi, ma non sono tutti così. Troveremo un’altra famiglia.»

Molti pensieri affollavano la testa della cagna, ma più che la sua sorte la preoccupava quella dei suoi piccoli: decise di iniziare cercando un posto sicuro per Tobia, poi avrebbe cercato anche gli altri a costo di impiegare tutte le sue forze. Le lacrime le velarono gli occhi mentre pensava ai teneri cuccioli.

Quel mattino si trovavano vicino ad un piccolo centro abitato, lontano dalla città. La situazione era tranquilla e sentiva molto chiaramente l’odore di altri cani.

Stavano camminando da un po’ lungo un sentiero tranquillo quand’ecco che videro spuntare davanti a loro un vecchio cagnetto che annusava in giro con aria spensierata. Non appena il vecchio cane li scorse si fece loro incontro scodinzolando: «Buongiorno, signora. Ciao piccoletto!» disse con tono gioviale.

«Buongiorno» risposero in coro mamma e figlio, poi la cagnetta si fece coraggio rivolgendosi al vecchio. «Scusi il disturbo, ma ho tanto bisogno di aiuto.»

CONTINUA…

Immagine di Mylene2401 da Pixabay

Una nuova famiglia per Tobia: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

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