“L’eredità della villa delle stoffe” di Anne Jacobs

Ciao a tutti! Sono Elena. Ecco la recensione del terzo e ultimo libro della saga “La villa delle stoffe”.
Leggete le recensioni dei precedenti per non perdervi nulla!

Ecco l’ordine:

  1. “La villa delle stoffe”
  2. “Le ragazze della villa delle stoffe”
  3. “L’eredità della villa delle stoffe”

Si vocifera di una continuazione, ma non so quanto questa notizia possa essere veritiera. Mi informerò meglio.

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ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

Augusta, 1923. Dopo le devastazioni della Grande Guerra, finalmente gli abitanti della Villa delle Stoffe guardano al futuro con ottimismo. Soprattutto da quando il padrone di casa, Paul Melzer, è tornato dalla prigionia russa riabbracciando l’adorata Marie. Per lui è il momento di riprendere le redini della grande fabbrica di tessuti, diretta in sua assenza dalla moglie. Dopo tanti mesi di separazione, il loro amore è più forte che mai, anche se lei non può fare a meno di notare quanto Paul sia all’antica. Per esempio guarda con sospetto i nuovi modelli disegnati da Marie:quei tailleur così moderni, stretti e sfrontati. Per non parlare della moda dei capelli corti, che ha già contagiato sua sorella Kitty. Paul invece adora ammirare la lunga chioma della moglie quando la sera si pettina davanti allo specchio: un’immagine romantica e rassicurante, come secondo lui deve essere una donna. Ma il ritorno alla ristretta vita familiare comincia a opprimere Marie, e Paul, per compiacerla, decide di aiutarla a realizzare un sogno: aprire un atelier di moda tutto suo. Non si aspetta certo lo straordinario successo dei suoi primi modelli: le signore non parlano che di lei, tutta la buona società si contende i suoi capi. Quando gli impegni cominciano a tenerla lontana da casa e dai bambini, Paul decide così di darle un ultimatum, dalle conseguenze del tutto inaspettate. Con grande shock dei familiari e degli intriganti domestici della villa…

ꕥ⭒ღ❀☼∘

Scrivo questa recensione con un po’ di tristezza: mi dispiace un sacco di aver concluso questa saga familiare! Nonostante il secondo volume mi sia piaciuto di meno rispetto agli altri, mi sono affezionata a tutti i personaggi e alle loro vicende. Questa ultima parte è forse la più bella, secondo me.

Ne “L’eredità della villa delle stoffe”, la storia è sempre narrata dal particolare punto di vista della servitù, ma stavolta c’è anche il punto di vista dei bambini. Infatti, i figli di Kitty, Paul e Marie adesso vanno a scuola e assistono a diverbi e scaramucce in famiglia che spesso non sanno spiegarsi. Molti capitoli, però, sono stati scritti anche dal punto di vista degli altri: Kitty, Marie, Elisabeth (che ha vissuto in Pomerania, lontana dalla villa delle stoffe per molto tempo) e Paul (grazie a questo, l’ho conosciuto meglio e l’ho adorato; nel secondo libro era comparso per pochissime pagine).

Proprio di Paul, posso dire che questo personaggio mi ha fatta innamorare. Per lui esiste solo Marie, la sua Marie, colei che lo ha affascinato fin dal primo incontro nel capitolo iniziale della saga. Nonostante in questo terzo libro il loro rapporto si incrini, lui non smette mai di amarla e imparerà ad accettare anche ciò che non condivide cambiando opinione su alcune cose (anche sul futuro dei figli in base ai loro talenti). Solo alla fine, ho scoperto che avesse occhi chiari e capelli chiari (non so se sia a causa di una mia svista o se non sia mai stato detto prima, ma credo che la colpa sia mia che ho letto troppi romanzi tra un libro della saga e l’altro e l’ho dimenticato), ma mi ero comunque fatta un’idea mia dell’affascinante Paul Melzer.

Il finale lascia una parentesi aperta su qualcosa che potrà accadere in futuro, chissà se l’autrice deciderà di scrivere davvero un quarto romanzo sulla villa delle stoffe… io ci spero!

I temi affrontati sono molteplici: la politica in Germania alla fine della prima guerra mondiale, la nobiltà e la servitù (quest’ultima comincia a migliorare la propria condizione e si preannuncia un’abolizione della stessa), la moda che cambia (abiti più corti e succinti, capelli “alla maschietta”).

Consiglio la lettura di questa saga familiare a tutti coloro che amano il genere: la scrittura è scorrevole e vi accompagnerà dall’inizio alla fine in un mondo fatto di personaggi piacevoli all’interno della società tedesca prima, durante e dopo la Grande Guerra.

E voi avete letto “La villa delle stoffe”? Fatemelo sapere nei commenti!

Elena

 

 

16 risposte a "“L’eredità della villa delle stoffe” di Anne Jacobs"

Add yours

  1. la copertina continua a non convincere LOL
    1) la casa sembra sulla sponda del lago e strutturalmente non potrebbe essere perke è un terreno igrofilo e cedevole
    2) bella la trovata della ragazza che guarda la casa, ma così la casa è acentrata

    a parte questo, come al solito libro non letto^^

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    1. Mi piace la tua analisi, potremmo sottoporti l’idea della copertina del nostro romanzo😂😂 comunque in questo libro, che io sappia, non c’era nemmeno un lago vicino alla Villa… Non credo mi possa essere sfuggita una cosa del genere😂

      Piace a 1 persona

  2. Ciao, 😀. Bellissima la recensione, 👍. Io sto andando un po’ a rilento con la lettura (colpa di questo caldo che mi rende particolarmente pigra), ma dovrei riuscire a scrivere la recensione dell’ultimo libro che sto leggendo (pigrizia permettendo, 😁), visto che mi mancano una cinquantina di pagine.

    Piace a 1 persona

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