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“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin

Ciao a tutti, sono Elena. Oggi vi parlerò di questo romanzo che, a prima vista, mi ha fatto pensare a un titolo “strano”.

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin non è di certo il mio genere, ma ho letto talmente tanti post su Facebook nei quali si decantavano la bellezza e la delicatezza di questo libro che ogni volta sbuffavo nel vedere nuovamente la copertina e persone scrivere “lo adoro”, “mi resterà nel cuore”, oppure “l’ho divorato”. E così mi sono detta: «Se è così bello, voglio almeno sapere di cosa parla e dare un’occhiata».

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Di cosa parla, quindi?

♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno, un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣

Mi chiamo Violette Toussaint. Facevo la guardiana di passaggio a livello, ora faccio la guardiana di cimitero.
Assaporo la vita, la bevo a piccoli sorsi, come un tè al gelsomino con un po’ di miele. E la sera, quando il cancello del cimitero è chiuso e la chiave appesa alla porta del bagno, sono in paradiso.

Non sono abituata a leggere scrittori francesi, i nomi e i molti riferimenti a marche e catene di negozi, però, mi hanno fatto sorridere. “Cambiare l’acqua ai fiori” rimane un romanzo non del mio genere, ma il modo di scrivere di Valérie Perrin mi ha conquistata perché, nonostante tutto, non riuscivo a smettere di leggere. Si concludeva un capitolo e saltavo immediatamente a quello successivo per sapere cosa sarebbe successo.

La protagonista, Violette Toussaint, è una donna maturata negli anni attraverso una serie di vicende sfortunate e una vita difficile. Cresciuta senza genitori e sbattuta da una famiglia affidataria all’altra, si troverà ad affrontare una serie di sfide che la vita le porrà di fronte. Il cognome Toussaint (Ognissanti) è dovuto al marito, Philippe Toussaint e sembra un gioco del destino per la carica che la donna ricopre al cimitero.

Nel 1997, quando il passaggio a livello è stato automatizzato, io e mio marito abbiamo perso il lavoro. Siamo pure finiti sul giornale in quanto vittime collaterali del progresso, i dipendenti che azionavano l’ultimo passaggio a livello manuale di Francia. Per illustrare l’articolo il giornalista ci ha fatto una foto. Philippe Toussaint si è messo in posa passandomi un braccio intorno alla vita. Malgrado il sorriso, Dio che aria triste hanno i miei occhi su quella foto!

***

Per tirargli su il morale gli ho fatto vedere un annuncio: Guardiano di cimitero, un mestiere con un futuro. Mi ha guardato come se fossi diventata matta.

Posso commentare poco, altrimenti potrei dirvi troppo. Se avete intenzione di leggere il romanzo è bello scoprirlo a poco a poco come ho fatto io.
La storia è molto originale e ricca di sentimenti e sensibilità. Si tratta di una serie di racconti (per lo più sulle vite dei defunti del cimitero) con un filo conduttore: il passato e il presente di Violette.
Nonostante la maggior parte del romanzo sia ambientata in un cimitero e parli di morte, non mette assolutamente tristezza, poiché contrariamente è pieno di vita.
Una nota negativa sono le troppe date di morte di personaggi marginali e poesie e canzoni che appaiono spesso in alcuni capitoli: mi hanno annoiato. Le date di morte, però, potrebbero essere caratteristiche essendo il libro ambientato in un cimitero.
Mi sono piaciute le descrizioni delle lapidi, dei fiori, della cura di Violette per le tombe di tutti i defunti. Andando spesso al cimitero a trovare i miei cari ho sentito tutte queste azioni molto vicine: magari ci fosse una Violette in ognuno di quei luoghi!
E c’è di più! Il romanzo, a un certo punto, si trasforma inaspettatamente in un giallo con altrettanto inaspettato finale.

Violette è un personaggio forte che ci insegna a rialzarci nonostante tutto: famiglie sbagliate, marito sbagliato, amori extraconiugali, tradimenti e perdita di persone care.

Se avete voglia di leggere un libro piacevole e delicato, vi consiglio di prenderlo in considerazione, magari leggendo l’estratto che potrete trovare facilmente su Google.

Questo romanzo non è comunque il mio genere, ma devo dire che mi è piaciuto molto!

Elena

∼°♥°∼

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Inghilterra, 1948. Sulle verdi colline di Pineswood, Villa Lemon sorge elegante e sontuosa: il magnifico giardino e le stanze ampie e luminose non possono che far innamorare la nuova proprietaria, Endelaman Crosel, che ha finalmente l’opportunità di iniziare una nuova vita e realizzare il suo sogno di aprire un orfanotrofio. Il ricco e arrogante Lucas Blake, però, vede in questo progetto una minaccia alle sue lussuose ambizioni. Endelaman non si lascerà intimidire, lungo il suo cammino conoscerà molte persone animate dalle sue stesse buone intenzioni, degli amici fidati e un affascinante giardiniere. Ma l’inaspettato arrivo di un neonato a Villa Lemon risveglierà un’ondata di ricordi: un convento in Polonia nel 1910 e un terribile segreto, sepolto per anni, che tornerà alla luce cambiando per sempre il suo destino.

19 risposte a "“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin"

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      1. Alcuni attori italiani non mi piacciono per nulla. Si vede proprio che stanno recitando… invece penso che i doppiatori italiani, al contrario, siano bravissimi!

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    1. Dipende dal genere di libro al quale sei abituato. È un romanzo leggero, da leggere sotto l’ombrellone. Non è il mio genere, ma “la menavano talmente tanto” sui gruppi di libri che alla fine mi sono decisa a leggerlo anche io😂😂😂

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  1. Secondo me, invece, le varie citazioni nel corso del libro lo rendono ancora più personale e ti rendono, in qualità di lettore, ancora più partecipe del libro e della storia.

    Sono, però, d’accordo con il punto di vista del non essere abituata a leggere libri francesi. Hanno inconfodibilmente uno stile tutto loro e a volte mi sembra quasi un limite per una lettura fluida 🙂

    Piace a 1 persona

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