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L’allievo criminale

Buongiorno a tutti! Sono Elena.

Oggi vi racconteremo del nostro nuovo allievo apicoltore. Si tratta del mio fidanzato, Mattia, che ultimamente ha accantonato la paura vinto dalla curiosità e si è comprato una tuta da apicoltore per venire, assieme a me e a Laura, a scoprire il mondo delle api da vicino. Questo anche perché, l’ultima volta si è avvicinato troppo all’alveare e un’ape gli ha punto l’orecchio.
La scelta della tuta da acquistare e le grandi aspettative lo facevano sembrare un bambino che si appresta a partire per due giorni a Gardaland.

«Mi raccomando, non ti spaventare se te le vedi arrivare tutte contro, tanto non possono pungerti… ma le faresti agitare!» continuavo a ripetergli. E devo dire che da quel lato si è comportato bene. Non abbiamo fatto un granché durante la sua prima lezione, ma gli abbiamo spiegato come funziona la vita nell’arnia, qual è la regina, dove sono le uova, chi sono i fuchi e i vari compiti delle api operaie.
A lezione finita, si è dichiarato compiaciuto e divertito, seppure un po’ titubante per aver sentito ronzare così tante bestioline attorno alla sua testa.

Arriaviamo al giorno dopo…

«Vi giuro che c’è un’arnia di polistirolo piena di api dal cancello della mia vicina di garage! Venite subito, fate presto! Ha detto che ce la possiamo prendere!»
Questo era Mattia al telefono, tutto emozionato per aver trovato uno sciame di api già recuperato.

«In che senso le api sono già nell’arnia di polistirolo?» chiedevamo io e Laura grattandoci la testa.

Dovete sapere che le api, durante la primavera sciamano (ora, in effetti, è un po’ tardi per sciamare) e gli apicoltori vanno a recuperarle in giro con arnie di polistirolo (scatole rettangolari simili alle casette di legno, ma più comode da trasportare).

«Ma sì! Mi ha detto la mia vicina che stamattina si è ritrovata uno sciame di api dal cancello e che una tizia che aveva un’arnia di polistirolo ha fatto entrare le api dentro e l’ha lasciata lì.»

«Ma com’è possibile che l’abbia lasciata lì? E da dov’è uscita un’arnia di polistirolo?»

«Ma sì! Ce l’aveva da qualche parte! Ha detto la mia vicina di prendercela! Che basta che gliela leviamo di lì le facciamo un favore!»

«Ma sei sicuro che sia una cosa normale?»

«Ma sì! A che ora le dico che andiamo a prenderla?»

«Beh, dille quando fa buio, nove e mezza o dieci. Almeno sono tutte dentro.»

Mattia, dopo una decina di minuti, richiama.

«Ripensandoci, mi sembra una cosa un po’ strana che quelle api siano state recuperate nell’arnia e lasciate lì. Ero un po’ agitato e preso dall’emozione… Non vorrei che la mia vicina avesse capito male. C’è Laura? Mettila un po’ in vivavoce.»

Volete sapere com’è finita? Dopo un giro di telefonate in paese, si è scoperto che i proprietari dell’arnia sarebbero tornati alla sera a prendere le api. La vicina di garage aveva fretta di togliersele da davanti al cancello e il primo che gliele avrebbe portate via sarebbe andato bene, ma noi avremmo commesso un furto.

Ok, il nostro allievo, al secondo giorno da apprendista apicoltore, stava già per commettere un “crimine”. Dobbiamo rivedere i nostri insegnamenti.

Elena

22 risposte a "L’allievo criminale"

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    1. Era nella proprietà della vicina, però gli apicoltori sono autorizzati a restarci il tempo necessario per recuperare uno sciame. Questi hanno lasciato la scatola lì tutto il giorno (evidentemente per aspettare che tutte le api entrassero), ma la vicina voleva sbarazzarsene al più presto…😅

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