“Un sogno tutto al femminile” (seconda parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

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“Un sogno tutto al femminile” (prima parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

«Maggie, dai! Sei ancora in accappatoio? Non farai mai in tempo!» si lamentò Emily.

«Non iniziare, eh! Tanto lo sai che Violet è sempre in ritardo. Piuttosto vieni a darmi una mano con la piastra, non riesco mai a stirare bene le ciocche dietro» e così dicendo prese l’amica per un braccio e la trascinò in bagno.

Dopo circa mezz’ora arrivò Violet. Maggie si diede gli ultimi ritocchi e si preparò a uscire.

«Ehm, ehm» fece Violet. Le due amiche si voltarono a guardarla. «Maggie…» continuò «non possiamo permettere che Emily se ne vada in giro così».

Lo sguardo atterrito di Emily si spostò tra le due amiche: «No!» esclamò, ma sapeva già che sarebbe stato inutile.

Le due ragazze iniziarono a truccarla e a sistemarle i capelli. «Certo che se usassi un balsamo avresti dei riccioli morbidi e lucenti!» si lamentò Maggie.

Dopo diversi attimi di tortura le due amiche contemplarono soddisfatte il loro operato.

«Ora ci siamo!» dissero in coro.

Il rumore al campo era assordante, tra urla e cori di incoraggiamento: la squadra vincitrice si sarebbe assicurata la partecipazione alle semifinali. In caso di pareggio ci sarebbe stata ancora una partita per accumulare punteggio. Le cose, però, non andarono bene per nessuno: la partita si concluse con un nulla di fatto, 0-0. Le squadre si eguagliavano e nessuna era riuscita a prevalere.

Mentre Maggie e Violet si attardavano sugli spalti, Emily corse fuori dagli spogliatoi e, attraverso la porta, ascoltò le parole del mister.

«Ragazzi, non ci siamo» urlò brusco «non giocate come una squadra, vi pavoneggiate come delle scimmie!» fece una pausa ed Emily immaginò che il suo sguardo si posasse sul fratello e l’amico Tom. Aveva infatti notato anche lei che i due, giocando, non avevano minimamente considerato i compagni.

Il mister riprese a parlare. «Nella prossima partita mi aspetto molto di più da voi, altrimenti sarò costretto a cacciarvi dal campo per vedere giocare una squadra!» mise molta enfasi sulla parola squadra.

Improvvisamente la porta si spalancò ed Emily non ebbe il tempo di nascondersi. Il mister la guardò torvo e se ne andò senza dirle nulla.

Passarono i giorni e presto arrivò anche quello della partita decisiva.

«Oggi non verrò a scuola, coprimi con la mamma» fece Brian alla sorella mentre camminavano verso l’edificio.

Emily lo guardò senza capire. «Come non vieni?»

«Tom e gli altri hanno deciso di fare un giro in centro a mangiar schifezze» rispose lui con un’alzata di spalle.

«Ma c’è la partita!» insistette lei.

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«Non preoccuparti, torneremo in tempo» e così dicendo cambiò strada. Emily rimase a guardarlo allontanarsi, poi riprese a camminare.

Brian mantenne la parola e all’orario di uscita si fece trovare davanti alla scuola.

«Hai un aspetto orribile!» esclamò Emily non appena gli si avvicinò.

«Ti sei vista?» rispose con una smorfia Brian.

In effetti il colorito di Brian suggeriva che il ragazzo non fosse in ottima forma.

Arrivati a casa il suo malessere peggiorò, tanto che fu costretto a confessare di non essere andato a scuola e di aver mangiato troppo.

«Ti sei comportato da vero irresponsabile, bevi questo» disse la madre «ti farà digerire, ma scordati la partita!»

«Mamma no!» gridarono i ragazzi all’unisono «è troppo importante!»

La madre non volle sentire ragioni. «Che ti serva di lezione!»

Emily, arrabbiata, mise alcune cose dentro una borsa, salutò la madre e andò a casa di Maggie.

«Che ci fai già qui?» chiese l’amica, «l’appuntamento è fra due ore!»

«Ho bisogno del tuo aiuto» disse a bassa voce Emily, «fammi entrare e ti spiegherò tutto»

CONTINUA…

“Un sogno tutto al femminile” (terza e ultima parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

Immagine di Daniel Kirsch da Pixabay

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17 risposte a "“Un sogno tutto al femminile” (seconda parte) di Elena Canepa e Laura Canepa"

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