Dal diario di una ragazza genovese perennemente stressata…

Buongiorno a tutti! Chi è la stressata, secondo voi?

Elena! Complimenti a chi ha indovinato.

Da dove iniziare? Non è affatto semplice. Per chi non lo sapesse, Genova è diventata una città ingestibile per il traffico. Un po’ lo era anche prima, ma da quando è crollato l’ormai famoso Ponte Morandi lo è ancora di più. Io non ero qui quando è successo; ero di ritorno da un viaggio in moto in Spagna (l’articolo qui), ma ho passato, comunque, una brutta esperienza. Non potete immaginare la paura, non sapendo se ci fossero state delle vittime con la consapevolezza che mio padre attraversava spesso quel ponte autostradale per lavoro (avevo scritto un articolo in merito, un po’ di tempo fa).

Genova è un comune gigante. Tu non puoi dire “vado a Genova” e trovarti a Genova. Ci sono ben venticinque quartieri, tutti raggiungibili con mezzi propri, autobus e treni (i nostri treni funzionano come le metropolitane di Milano, ad esempio, collegano le varie parti della città, ma non sono di certo efficienti e affidabili come la metropolitana di Milano, presa alcune volte e non assolutamente paragonabile ai trasporti liguri in generale). I treni di Genova, quasi sempre, collegano anche tutta la regione da ponente a levante e viceversa. Se c’è un ritardo sulla linea – nove volte e mezzo su dieci -, automaticamente ritardano tutti i treni della giornata (con conseguente disagio di pendolari e cittadini in generale).

Da quando è crollato il Ponte Morandi, 14 agosto 2018, quelli di Autostrade si sono “accorti” che tutte le autostrade della Liguria sono a rischio crollo. In pratica, ti può crollare la strada sotto i piedi o ti può finire in testa una galleria (ma se vuoi spostarti da una parte all’altra le devi prendere lo stesso). Il disagio a Genova è stato per mesi imbarazzante (c’è stato anche un ponte della ferrovia che era a rischio crollo), ma poi sono state “create” strade alternative e, bene o male, si andava.
È crollato anche un ponte nella Savona – Torino e uno della statale a La Spezia che collegava alla Toscana (quest’ultimo durante la quarantena).

Poi è arrivato il covid, che tra le sue disgrazie ha portato anche a due mesi di lockdown. Finito il lockdown, Autostrade ha “ritenuto opportuno” aprire un bel po’ di cantieri autostradali vista la forte criticità dei viadotti e delle gallerie. Vi starete chiedendo perché questi lavori non sono stati fatti durante il lockdown, quando le autostrade e le strade erano vuote… beh, ce lo stiamo chiedendo anche noi. Fatto sta che adesso Genova è impossibile da percorrere. Ore e ore di coda in macchina per fare una manciata di chilometri, ore di ritardo dei treni per assembramenti (la gente va alla spiaggia e la polizia fa scendere gli eccessi di persone con conseguente perdita di tempo… e dire che sono state anche tolte delle corse) e gli autobus non ne parliamo (rimangono imbottigliati nel traffico pure loro). Stavo per dimenticare che, le settimane scorse, Autostrade ha chiuso dei tratti centrali per tutta la mattina all’insaputa dei cittadini che sono partiti da casa convinti di andare a lavorare e si sono ritrovati bloccati per ore in coda. Credetemi se vi dico che, praticamente tutti i giorni, ci vuole meno da casa mia (periferia di Genova) ad andare a Zurigo, piuttosto che a raggiungere il centro di Genova in macchina.

Detto questo, io lavoro in un bar in una zona centrale di Genova e vicino alla stazione del treno. Per praticità mi sposto col treno, anche perché lì non è semplice trovare parcheggio. In questi anni, ho affinato una qualità particolare, soprattutto dovuta al fatto che in un bar vicino a una stazione del treno può capitare di vedere di tutto – vi giuro, ho visto di tutto -. Questa qualità sta nel fatto che mi bastano venti secondi per capire il tipo di persona che ho davanti e come comportarmi. (No, non sono super esperta, se vogliono fregarmi mi fregano tranquillamente, non ho l’esperienza di certi delinquenti che vivono truffando le persone, ma di sicuro sono cambiata rispetto agli esordi). Certo, questo lavoro non faceva per me (e credo non faccia per me tutt’ora), prima del diploma mi sentivo portata per un lavoro d’ufficio, ma la vita non ha voluto darmi quella possibilità e fremo di rabbia quando incontro qualcuno che fa ciò che avrei voluto fare io e invece “non sa nemmeno levarsi dai piedi” (tipica espressione di noi genovesi). Comunque, la nota positiva è che ho capito come gira il mondo e questa lunga esperienza mi è servita per migliorarmi. Per il futuro, ho tanti progetti con Laura che spero di portare a termine, ma per ora, se voglio guadagnare qualche soldo, ho questo lavoro.

Sono una persona gentile con tutti e sono entrata nelle grazie di molte persone. Purtroppo non nego che, a volte, spaccherei una bottiglia in testa a certi tizi maleducati, ma non posso far altro che incassare il colpo. Lavorare a contatto col pubblico non è per niente una passeggiata.

Detto questo, posso collegare la viabilità a Genova col mio lavoro. Mi sveglio prestissimo alla mattina e, prima del sorgere del sole, sono già a servire colazioni. Poi, fatte le mie ore, esco, prendo il treno e torno a casa. Con questo caldo e con la mascherina sono più rimbambita del solito e ogni giorno devo anche lottare per poter prendere il treno contro, boh, trecento persone? Per non contare quelli che poi sono alle stazioni successive (dopo che magari ho avuto anche una bella mattinata piena di gatte da pelare al bar). Capisco che la gente voglia andare al mare (d’inverno il treno che prendo per tornare a casa è praticamente vuoto) a svagarsi dopo mesi chiusa in casa, ma io? Ci devo rimettere io? Io non vedo l’ora di tornare a casa perché sono stanca, sarò pure egoista, ma mica ero a divertirmi. Così capita che la polizia faccia scendere le persone “di troppo” e che io arrivi a casa con un’ora e mezza di ritardo (quando, per la tratta che devo fare, ci vorrebbero al massimo venti minuti, se si tratta di un treno lento).

Con chi mi devo lamentare? Con nessuno, siamo tutti sulla stessa barca, chi con l’auto, chi con il treno, pure gli scooter e le moto sono in difficoltà… è anche pericoloso il nostro traffico: se uno decide di fare inversione sulla doppia striscia continua lo fa e senza preavviso. Ci vorrebbe l’elicottero. Comunque, la gente è diventata più cattiva ed egoista, altro che apprezzare le piccole cose! E, forse, anche io sarò peggiorata, ma non so cosa dire.

Ah, ma venite a Genova, è bellissima da visitare! C’è l’acquario, ci sono i musei, il mare, la focaccia!
Prendetevi un mese di ferie, però.

Per fortuna abito in campagna, almeno a casa sono tranquilla.

E le vostre città come sono?

Spero di potervi scrivere buone notizie in futuro… a presto!
Elena

P.S. Laura dice che il mio stress si percepisce bene da questo articolo, voi lo avete captato?🤪🤯😂

55 risposte a "Dal diario di una ragazza genovese perennemente stressata…"

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  1. ho veramente goduto questo tuo pezzo, vero genuino e carico di pensieri di aspettatiove che sicuramente attarversano il quotidiano di molti giovani. io ormai ho chiuso da poco la mia vita lavorativa e tra alti e bassi posso dire di essere soddisfatta, certo a 30 anni avrei voluto cambiare, ma non ho avuto il giusto coraggio, la figlia, ecc… per cui ti auguro di trovare la tua strada e fallo davvero! e poi mi piace Genova e anche la focaccia!!

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  2. Laura è cambiata parecchio dopo aver letto il mio libro, sai? 🤣🤣🤣

    A parte gli scherzi, sì: avevo intuito fossi Elena, più che altro perché tra le due lei mi dà la sensazione di pacatezza e rilassatezza nei modi. E aggiungo che non ti vedrei affatto bene in ufficio, magari a fare tutti i giorni le stesse cose, ma magari mi sbaglio.

    Ultimo, ma non ultimo, aggiungo che ho voglia di tornare a Genova (che ho visto solo passandoci una volta o due e una per l’acquario) e, visto che ho fatto un’ora anche ieri col disegnatore delle mie copertine che è di Genova, penso proprio che dovrò venirci quanto prima per incontrare sia lui, sia voi. 🙂

    Per la cronaca, abito in un paese (10mila abitanti con le frazioni) e quindi si può considerare campagna.

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    1. Hai ragione, forse fare tutti i giorni le stesse cose sarebbe brutto lo stesso per me. Sono più per qualcosa di mio da gestire che mi gratificasse un pochino.
      Dai, allora ti aspettiamo per conoscerci di persona…😊 E magari ti faremo visitare di più la periferia…😄😄

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  3. Buongiorno Elena, buongiorno Laura! 🙂
    Capisco molto il tono polemico del tuo articolo, perché anch’io, fino a prima di interriompere il lavoro a causa del covid, mi trovavo nelle tue stesse condizioni, con il treno che una volta sì e l’altra pure fa ritardo, ad ogni fermata il più delle volte le porte si aprono e si chiudono a ripetizione; ad una fermata o due in particolare salgono spesso orde di barbari (è il caso di definirle così), al punto che il treno si riempie a dismisura. Spero che con le nuove norme varate, cioè di mantenere la distanza di un metro minimo tra i passeggeri la cosa sia fattibile; mi preoccupa il fatto se saranno limitati gli afflussi dei passeggeri alle stazioni cruciali…
    Dopo venti anni svolgendo un certo impiego, non certo un lavoro d’ufficio, non so cosa succederà quando rientrerò in sede…

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    1. Ciao Luca, hai perfettamente ragione! Anche a me succedevano queste cose, ma mi dispiace dirti che succedono tutt’ora! Ieri ho fatto un viaggio nel quale il distanziamento sociale era inesistente 😭
      I servizi funzionano male e la gente non è molto “intelligente”…😔😔

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      1. Ciao Elena, immaginavo che la cosa non fosse poi tanto cambiata; dovrò riabituarmici, però, visto che un giorno o l’altro dovrò tornare al lavoro… Un abbraccio a te e a Laura 🙂

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  4. Ciao Elena, beh io abitando a Milano percepisco le stesse identiche cose. Il traffico per raggiungere una destinazione in centro, le metro e i treni stracolmi. Dal lockdown non sono più andata a Milano. Io abito in periferia in un paese abbastanza tranquillo dove ci sono tutte le comunità del caso: un centro commerciale, un campo sportivo, l’oratorio, bar e tanti parchi. Perciò per ora resto qui!

    Sì, ha ragione tua sorella, si percepisce eccome ahahah…

    Un bacio a tutte e tue 😘

    A presto,

    Laura

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      1. Beh si, anch’io mi trovo bene a Milano ma non ci vivrei. È una di quelle città che è amatissima dai turisti e per niente da chi ci vive. Opinione personale

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    1. Ciao Laura! A me Milano centro piace molto e ci sono un sacco di cose da fare e da vedere, ma non so se riuscirei ad abitarci perché è molto “città” e io sono molto campagnola…😂😂😂 E poi sono nata sul mare, mi mancherebbe tantissimo! Tu sei fortunata a vivere in un posto tranquillo e poter raggiungere il centro in poco tempo😊
      Un bacione!😘

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  5. Ciao Elena, sai che io sono genovese di nascita? Ho lì ancora un mucchio di parenti. Uno è morto due anni fa ed è l’ultima volta che sono venuta su, per il funerale. È una città difficile (e, mi permetto di aggiungere – forse perché sono mezza “terrona” – con persone difficili). Proprio ieri mi è arrivato uno dei classici ricordi FB con un pezzettino molto caustico e divertente di Luca Bizzarri. Purtroppo non l’ho ricondiviso quindi mi sa che ormai FB se l’è rimangiato. Era un dialogo brevissimo e molto secco avuto in un negozio. Provo a cercarlo…

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    1. Hai assolutamente ragione! E ti do ragione da genovese😂😂😂
      Alcuni negozi, se fosse per la gente scorbutica che c’è dentro, sarebbero da evitare; per non parlare delle persone che puoi incontrare casualmente per strada😂😂😂
      Per fortuna non siamo tutti così…😊

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  6. ciao^^

    io ci sono stato a genova, ero bambino e ci sono andato con la mia famiglia; deve essere stato uno degli ultimi viaggi prima che mia zia si inacidisse.

    una cosa simile ai vostri cantieri è successa in cadore: domenica siamo tornati dalla montagna e il traffico per andare verso la montagna era racchiuso in code multichilometriche perke avevano scelto di ritornare a lavorare le strade proprio nel momento di maggiore uso di quelle stradine.

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  7. Sei riuscita a condensare il tuo stress in un pezzo che però stimola tutta la comprensione di chi ti legge! La problematica del traffico e della confusione nelle città è un problema che non so se riusciremo mai a risolvere… credo che anche la Liguria, con la sua stretta striscia di terra tra mare e montagna, sia veramente in difficoltà. Ed è un peccato, perchè ha tante di quelle belle cose che se fosse fruibile sarebbe tanto più valorizzata! Forza e coraggio, comunque! Non sai mai quando le cose potrebbero migliorare! 😉

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    1. Sì, diciamo che in Liguria o prendi l’autostrada o prendi l’Aurelia, ma se una delle due non funziona si intasa l’altra. Il problema è che vogliono costruire nuove strade senza fare manutenzione su quelle vecchie…🙄
      Speriamo davvero che le cose migliorino!😊

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  8. Non credo potrei mai vivere in una metropoli, preferisco le città di medie dimensioni. Una volta ero pendolare in treno, adesso in auto perché lavoro in una città diversa. L’auto è più costosa (e inquinante), ma molto meno stressante.

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      1. Eh, anch’io facevo così in passato. Dipende dal contesto. In ogni caso, rispetto chi vive nelle città grandi perché mi evita di fare la sua vita orribile, godendo al tempo stesso dei benefici economici prodotti dalla metropoli. 😁

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  9. È un bell’articolo, esprime concretamente il disagio in cui ci si trova quando per necessità o svago bisogna scendere a Genova… io sono della campagna, quindi comprendo perfettamente… percorrere l’autostrada è un’impresa senza fine! Forza, speriamo in tempi migliori per la città e tutti noi🙂💪

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  10. Buon pomeriggio cara Elena! Articolo molto intenso e fremente di rabbia! Ma bello, intendo nella tua quotidianità, per conoscerti/vi meglio! Ahimè non conosco la tua meravigliosa città. Vi apprezzo, siete davvero molto brave nello stilare i Vs articoli! Si percepisce molta maturità e ”savoir vivre”

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  11. Ciao Elena e Ciao Laura, colgo anche io l’occasione di commentare questo articolo “più personale” .
    Mi hai fatto entrare nella tua quotidianità lavorativa e io trovo sia sempre interessante vedere la vita con gli occhi di un’altra persona. Grazie!
    Che stress però , hai ragione!
    Io ho vissuto a Milano per 44 anni e il traffico lo conosco bene ma, come hai scritto tu, la metropolitana non è come i treni liguri.
    Sono sempre stata innamorata della Liguria (e non solo per il mare) e dal momento che abito a Imperia (sì ho mollato Milano per Imperia) da quasi 4 anni mi sono resa conto delle grandi difficoltà che questo territorio ha. Sarà per questo che i liguri sono un popolo così forte e resiliente?
    Mi fermo qui per ora e ti auguro un pò di riposo. Alla prossima, Barbara.

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