“La piccola casa sul lago” di Kate Hewitt

Ciao a tutti! Sono Elena.

Ho finito la lettura del romanzo “La piccola casa sul lago” e devo farvi una confessione: l’ho acquistato quasi esclusivamente perché ero innamorata della copertina. Anche per quello mi sarei aspettata una storia totalmente diversa; ciò che mi è capitato di leggere è stato un romanzo molto triste e psicologico. Anche se mi ha lasciata con gli occhi lucidi, ho apprezzato molto sia la trama che la scrittura fluida dell’autrice.

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ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

Quando Tessa raggiunge finalmente la piccola casa sul lago che ha affittato per sé e i suoi due bambini, è pronta a iniziare la meritata vacanza. La casa è minuscola, ma tutta per loro per l’intera estate. Il rifugio tanto agognato dove potersi finalmente riposare.
Ma l’isolamento che Tessa aveva in mente diventa ben presto un sogno irrealizzabile per via dei vicini. Nella grande casa, infatti, abita una famiglia composta da una mamma – Rebecca, un tipo molto espansivo – e tre bambini. La loro allegria contagiosa non può fare a meno di travolgere Tessa e i figli, che finiscono per fare amicizia con i nuovi vicini.
Eppure, Rebecca nasconde un terribile segreto. E Tessa diventa ben presto l’unica persona alla quale chiedere aiuto.
Mentre i legami tra le due famiglie si consolidano, alcune scelte potrebbero cambiare per sempre il corso delle loro vite. Infatti una delle due famiglie potrebbe dover pagare un prezzo altissimo per quei segreti.
E con la fine dell’estate, nessuno di loro sarà più al sicuro.

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La storia è narrata in prima persona sia da Tessa che da Rebecca a capitoli alterni. Si tratta di due donne di diversa estrazione sociale: Tessa abita a Brooklyn, con il marito Kyle e i figli Ben e Katherine, e conduce una vita modesta; Rebecca vive nell’Upper East Side con il ricco marito Josh e i figli Zoe, Max e Charlotte. Inizialmente queste due donne sembrano non avere nulla in comune, ma presto stringono amicizia ed entrano in confidenza. Tessa ha sofferto di depressione per la morte della madre, mentre Rebecca ha un problema con l’alcol dovuto a un segreto radicato profondamente in lei. Entrambe amano profondamente i loro figli, ma presto si renderanno conto che i propri segreti e il tardare ad affrontarli non farà altro che ripercuotersi su di loro e su tutta la propria famiglia.

La stile del romanzo è stato scorrevole e piacevole, nonostante i temi trattati fossero stati delicati e diverse parti molto psicologiche. Il fatto che la vicenda sia stata ben romanzata mi ha permesso di avvicinarmi alle problematiche familiari di questi personaggi in punta di piedi e di vivere con loro gioie e dolori fino alle lacrime sul finale, per nulla scontato e banale. Non è il tipico romanzetto dove “tutto è bene quel che finisce bene”, per cui se non avete intenzione di terminare la lettura con gli occhi lucidi non leggetelo.
Personalmente, lo consiglio a chi cerca una lettura attuale e con problematiche familiari: non è mai pesante e i personaggi sono ben caratterizzati.

«Oh, Charlotte!». Provo un dolore disarmante. Perché la mia bella bambina, calma e sicura di sé, ha fatto una cosa simile? Perché tutti noi facciamo le cose che facciamo? Perché siamo tutti a pezzi. Alcuni lo nascondono meglio, altri continuano a lottare. Ma dentro di noi, dove realmente importa? A pezzi.

Nonostante gli errori continui di Tessa e Rebecca e le punte di antipatia che ho provato in alcuni momenti durante la lettura, sono state due protagoniste che ho apprezzato, immedesimandomi nelle loro vite e riflettendo su quanto sia difficile gestire dei figli. I bambini, dal canto loro, erano molto carini, tutti tranne Zoe. Mi dispiace, ma non l’ho digerita dall’inizio alla fine. Chi leggerà o chi ha già letto il romanzo capirà il perché e scommetto che condividerà la mia opinione. Adoro i bambini, ma non sono ipocrita: se sono antipatici e insopportabili lo dico!🤣

Se con questa recensione vi ho incuriositi, vi auguro una buona lettura!

Elena

 

 

2 risposte a "“La piccola casa sul lago” di Kate Hewitt"

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