“La casa sul fiume” di Lena Manta

Buongiorno amici! Sono Elena e ho finito un altro romanzo di Lena Manta, un’autrice bestseller greca che avevo già conosciuto leggendo “Infinito come il mare”.

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Anche questo libro mi è piaciuto molto, ma partiamo per gradi e andiamo a vedere di cosa parla.

ꕥ⭒ღ❀☼∘ Trama ∘☼❀ღ⭒ꕥ

Quando Teodora guarda le sue figlie, non può fare a meno di pensare che per loro desidera un futuro diverso, coraggioso e libero dalle convenzioni, come ha fatto lei stessa quando, giovanissima, ha avuto l’ardire di sposare un uomo più grande e più ricco. Ed è per questo che una dopo l’altra le cinque ragazze della casa sul fiume, ai piedi del monte Olimpo, scelgono senza paura la loro strada. La libertà però non sempre coincide con le svolte del destino: Melissanthi finisce preda dell’ossessione per il gioco; Iulia deve proteggere il suo matrimonio dagli spietati inganni della suocera; Aspasìa ha un marito che pensa solo alla carriera e ostacola con fermezza la sua vocazione per il canto; Polixeni è un’attrice molto corteggiata e frivola, finché sarà travolta da un amore impossibile; Magdalinì si trasferisce a Chicago e scopre ben presto che suo marito nasconde un terribile segreto… Ma anche nelle più violente tempeste della vita, ognuna sa che esiste un luogo sicuro dove fare ritorno: la vecchia casa sul fiume, protetta da enormi castagni, che da sempre le chiama e le attende.

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«Non so che cosa ci riserverà il futuro, ma ricordatevi una cosa: la vita è come questo fiume che adesso scorre davanti a voi. È facile farsi trascinare lontano. E come i fiumi non tornano mai indietro, neanche chi si fa trascinare può tornare indietro. Con i fiumi bisogna stare molto attenti.»

Questo romanzo è diviso in varie parti e racconta la storia di cinque sorelle come fosse una raccolta di cinque racconti in un solo volume e con un filo conduttore comune. Si tratta di cinque ragazze tutte “gnocche” e tutte che si sposano con degli uomini bellissimi e ricchissimi. Questa è una parte un po’ stereotipata, ma non ha influito sul mio giudizio positivo. Ovviamente, non posso svelarvi molto di più di quanto venga riportato nel retro della copertina o rischierei di anticipare dettagli che rovinerebbero la lettura, ma dovete sapere che non tutte le sorelle si sono comportate bene come sembra. Io alcune le ho proprio detestate per come si sono atteggiate, non solo per errori facilmente evitabili – tutti ne commettiamo – o brutti scherzi del destino. Alcune si sono comportate proprio male con le persone che le circondavano e le riempivano di attenzioni, dimostrandosi delle ingrate egoiste. In particolare Aspasìa e Polixeni. La prima aveva un marito e una suocera che l’adoravano, ma lei amava cantare e non si è limitata a fare quello… Polixeni, invece, è stata egoista e senza cuore per gran parte della sua vita e per trasformarsi in un’attrice di successo ha unito al suo innegabile talento una buona dose di azioni sconsiderate.

Melissanthi, Iulia e Magdalinì, invece, mi sono piaciute perché si sono dimostrate leali nei confronti delle persone che le circondavano, anche se Melissanthi ha fatto la sua buona dose di errori. La mia storia preferita è stata quella di Magdalinì, una ragazza pratica e con la testa sulle spalle che ha vissuto un amore vero e forte, nonostante il marito nascondesse un grande segreto.

Tutte le sorelle si sono dimostrate donne forti e caparbie. Non si sono mai abbattute – nonostante il destino sia stato triste e avverso per tutte quante – e hanno sempre lottato per ottenere ciò che volevano. Fin da bambine hanno ripetuto alla madre, Teodora, di voler lasciare il villaggio – chi per un motivo e chi per l’altro – e hanno visto negli uomini coi quali si sono sposate (Magdalinì nella zia che la porterà in America) un lasciapassare per allontanarsi dalla loro casa natia.

«Già è grave il fatto che ho tradito nostra madre. Lo sapete che in tutti questi anni le ho inviato soltanto due cartoline? Perché ci siamo comportate così? Perché tanto odio per la nostra casa e per il nostro villaggio? Non abbiamo esitato un istante ad abbandonarlo e ce ne siamo ricordate soltanto quando abbiamo constatato il nostro fallimento.»

Non per questo, però, l’amore viene messo in secondo piano. Tutte vivono storie travolgenti e appassionate, sta al lettore immergersi tra queste parole che lo terranno incollato fino alla fine.
Consiglio il romanzo a chi legge saghe familiari e storie appassionate: Lena Manta non mi ha deluso nemmeno stavolta!

E voi avete letto qualcosa di Lena Manta? Conoscete autori/autrici che dalla Grecia vi hanno appassionato nella lettura di qualche loro romanzo? Aspetto i vostri commenti!

Elena

 

8 risposte a "“La casa sul fiume” di Lena Manta"

Add yours

  1. 5 figlie, 5 femmine, 5 “ragazze tutte “gnocche” e tutte che si sposano con degli uomini bellissimi e ricchissimi”, 5 storie di problemi.
    Alla faccia della simmetria! 😮

    Non credo che lo leggerò (non a breve, almeno), ma la recensione è proprio bella e indurrebbe a farlo! 🙂

    Piace a 1 persona

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