“Belabard” (prima parte) – di Elena Canepa e Laura Canepa

Questo è stato uno dei nostri primi racconti. Si tratta di un fantasy molto leggero, speriamo vi piaccia!

«Smettetela di tirarmi acqua addosso! Sto cercando di studiare e voi mi state bagnando tutti i quaderni!»

«Oh Feiria, sei sempre la solita, cosa sei venuta a fare?» urlò Ireo mentre si immergeva nelle acque cristalline del lago.

«Forse hai bisogno di una mano per entrare e rinfrescarti le idee» aggiunse Valion. Le sbucò di fronte e la tirò giù dallo scoglio.

Feiria con un urlo finì in acqua e riemerse tra le risate dei due amici. Infuriata, agitò il dito in senso orario e creò un vortice d’acqua che li avvolse e li fece girare alla velocità della luce. Continuarono a ridere e poi…. un’esplosione fortissima li fece sussultare.

Videro un denso fumo nero alzarsi proprio dal punto in cui sorgeva il loro villaggio, Belabard. Senza pensarci due volte uscirono dall’acqua, corsero a mettersi i vestiti e si addentrarono nel bosco lungo il sentiero del ritorno. Nel tragitto, incontrarono molti dei loro compagni che scappavano nella direzione opposta.

«Feiria, scappate, presto!» era il padre della ragazza-elfo che, arrivato davanti ai tre, li condusse verso la grotta elfica nella foresta.

«Che succede papà?»

«Un drago! Un enorme maledettissimo drago!» rispose affannato.

Nella grotta c’era un brusio fastidioso, nonostante questa fosse molto grande. Tutti parlavano e non si capiva nulla fino a quando Zeiden, il bibliotecario, si mise su un punto più in alto e fece fare silenzio. «Ci troviamo in uno stato di allarme generale! Belabard è sotto una grave minaccia! Gran parte delle costruzioni sono state bruciate e alcuni di noi sono nascosti nel bosco e continuano a portarci bruttissime notizie. Non siamo ancora a conoscenza del numero dei feriti e di chi manca all’appello. Prego chiunque di voi di aiutarci, tra poco, per cominciare a fare un censimento. Intanto, sono oltremodo distrutto nel comunicarvi che la biblioteca e tutti i suoi libri sono andati perduti per sempre. L’unica cosa che sono riuscito a portare in salvo è il grande libro elfico dei nostri antenati che ho giurato di proteggere con la vita. A breve, mi occuperò di cercare una soluzione tra quelle antiche pagine. Nel frattempo, vi chiedo di proseguire con il censimento».

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I sopravvissuti cominciarono ad avviarsi verso un tavolino improvvisato dove Zicro, l’aiutante del bibliotecario, era illuminato dalla luce di una candela. Armato di alcuni fogli e di una piuma elfica alla quale non serviva inchiostro di nessun genere per scrivere, mise nero su bianco ciò che gli veniva riferito.

«Dove sono i miei genitori?» domandò Valion.

«E i miei?» chiese Ireo.

«E la mamma?» aggiunse Feiria rivolta al padre.

«Tua madre è nel bosco con le altre donne a cercare acqua e cibo da portare qui nella grotta. I tuoi genitori, Ireo, sono di guardia nel bosco, sai come sono battaglieri. Mentre dei tuoi, Valion… mi dispiace ma non so nulla. Partirò tra poco con le squadre di ricerca e spero di trovarli al più presto».

Valion era senza parole, gli occhi lucidi e le labbra che si contorcevano in un moto di rabbia.
Feiria lo abbracciò. «Vedrai, li ritroveranno».

CONTINUA…

“Belabard” (seconda parte) – di Elena Canepa e Laura Canepa

Immagine di Gerhard Janson da Pixabay

Belabard: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

29 risposte a "“Belabard” (prima parte) – di Elena Canepa e Laura Canepa"

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