“La fanciulla e il corvo” (terza e ultima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

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“La fanciulla e il corvo” (prima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

“La fanciulla e il corvo” (seconda parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

Il padre si era destato: «Figlia mia! Cosa ci fai qui? Scappa! La strega potrebbe tornare da un momento all’altro, non immagini neanche quanto sia cattiva».

«Presto! La chiave che hai in tasca, usa quella!» suggerì il corvo.

La ragazza la tirò fuori e quella, magicamente, si adattò al grosso lucchetto e lo fece scattare aprendo la gabbia. Padre e figlia si abbracciarono calorosamente, ma subito corsero fuori e salirono sul calesse in tutta fretta.

Il corvo era appollaiato vicino a loro e continuava a ripetere: «Troppo facile, troppo strano. Ho una bruttissima sensazione». L’uccello non aveva ancora finito di pronunciare quelle parole che la strega si materializzò sul sentiero davanti a loro: «Come osi, piccola vipera? Rubare le mie prede!» urlò con la sua voce stridula.

Il corvo iniziò a gracchiare forte e a volare sulla strega beccandole gli occhi e il volto. La strega, urlando, teneva le braccia piegate attorno al viso. «Maledetto pennuto, via! Via!».

Capelli Dorati spronò il cavallo contro la vecchia che non sapeva più come difendersi e nel trambusto aveva perso la bacchetta.

Foto di cocoparisienne da Pixabay

«Maledetti! Vi sistemerò io!» e con un gesto delle dita ossute pietrificò il corvo, il cavallo e il padre di Capelli Dorati.

«Per tutti i diavoli! La mia stregoneria non funziona su di te, sciocca ragazzina!» e la strega brandì un bastone ed iniziò a menare l’aria attorno a lei, cercando di colpire la ragazza. La fanciulla scese dal calesse e, schivando i colpi, si avvicinò alla strega. Aveva notato un dirupo proprio lì vicino. Indietreggiò lentamente e cercò di condurvi la vecchia. Quando raggiunsero il ciglio del burrone, Capelli Dorati, con abile mossa, strappò il bastone dalle mani della megera, la colpì ed ella cadde giù urlando. In un attimo il padre, il corvo e il cavallo tornarono alla normalità… e non solo. Il corvo fu avvolto da una luce che lo tramutò in un folletto.

«Accidenti! Sono tornato nel mio corpo! Ed ecco la mia bacchetta!» disse raccogliendo da terra quella che era caduta alla strega. Il folletto continuò rivolto a Capelli Dorati: «Quella vecchia strega ha rubato la mia casa e la maggior parte della mia magia. Mi ha trasformato in un corvo, per giunta». Mentre parlava agitò la bacchetta e trasformò la vecchia catapecchia stregata in una bella casetta dai colori vivaci.

«Ti ho osservata, ho capito da subito che avevi un cuore puro e innocente, a differenza della tue sorelle. Il sortilegio mi impediva di raccontarti la mia storia e di chiederti apertamente aiuto. Solo una ragazza dal cuore nobile avrebbe potuto spezzare il maleficio e riportare le cose alla normalità. Il fatto che tuo padre fosse rimasto vittima della strega ha permesso anche a me di essere salvato. Avevo conservato un po’ di magia, ma solo per qualche trucchetto col quale ti ho aiutato in questi giorni. E adesso, ti domanderai da dove è spuntata fuori quella chiave. Ricordi il fiore donato a te da quel ragazzo? Era simbolo di un vero amore. Le tue sorelle pensavano di farti una cattiveria gettandolo nel fuoco e, invece, si è tramutato in un aiuto prezioso, una cosa di cui avresti avuto bisogno. E così è stato! La magia ha vie infinite!» concluse il piccolo folletto con aria sognante.

«Non so che dire, sono senza parole» esclamò la ragazza.

«Io sono ancora scombussolato» aggiunse il padre tenendosi la testa.

«Non c’è altro da aggiungere! Per sdebitarmi con te, mia cara fanciulla, ti donerò un castello nel quale potrai andare a vivere col tuo amato dopo che vi sarete sposati!».

La ragazza, felice, ringraziò l’amico.

Passò qualche giorno e ci furono le nozze tra Capelli Dorati e Giannino. Il padre della ragazza andò a vivere con loro nell’immenso castello e li aiutò a crescere i numerosi nipoti. E così, vissero tutti felici e contenti… tranne Morgana e Gertrude: le due rimasero a vivere da sole nella casa del mugnaio, senza nessuno che le corteggiasse e, forse, stanno ancora urlando adesso dalla rabbia.

Immagine di cocoparisienne da Pixabay

La fanciulla e il corvo: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

21 risposte a "“La fanciulla e il corvo” (terza e ultima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa"

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  1. Bellissimo questo racconto. Metto un mi piace con l’emoticon 👍 perché non riesco a mettere il mi piace con la stellina (mi sta capitando anche su altri blog di provare a mettere mi piace con la stellina ma non funziona), sappiate comunque che ho trovato davvero stupendo questo racconto e aspetto con impazienza di leggerne altri. 😀

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