“La fanciulla e il corvo” (seconda parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

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“La fanciulla e il corvo” (prima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

Alla sera le spocchiose sorelle indossarono i loro abiti e, senza neppure ringraziare Capelli Dorati per il bel lavoro che aveva fatto, chiusero sbattendo la porta e girarono la chiave nella serratura. Poco dopo la ragazza sentì il solito picchiettio alla finestra ed ecco Giannino. I due rimasero tutta la sera lì a parlare e si fece molto tardi. Ad un tratto un rumore li interruppe.

«Craaaa!».

Capelli Dorati capì che l’amico corvo la stava avvisando del rientro delle sorelle. Giannino tirò fuori un fiore, lo baciò e lo donò a Capelli Dorati che, arrossendo, lo baciò a sua volta e chiuse la finestra. Il ragazzo si dileguò fra gli alberi.

Morgana e Gertrude entrarono e videro la ragazza seduta con il fiore in grembo. Morgana lo afferrò, guardò la sorella che annuì e lo gettò nel caminetto acceso.

«Ci hai prese per stupide?» urlò Gertrude «Ti avevamo avvisata, non uscirai più di casa».

Capelli Dorati passò l’intera nottata in lacrime e, tra un lavoro e l’altro, trascorse così anche i giorni seguenti.

Il padre tardava a tornare e non si avevano più sue notizie. Una sera, mentre Capelli Dorati dormiva, qualcosa la svegliò: era il corvo che becchettava contro il vetro della finestra. La ragazza aprì e l’uccello entrò agitato: «Cara fanciulla, devi venire con me nella foresta. Tuo padre è nei guai, ma non posso dirti di più. Forza, seguimi!». La ragazza si vestì in tutta fretta e, afferrando una lampada ad olio, scese silenziosamente la scala e andò verso la porta. «Aspetta» gracchiò il corvo. «Che c’è?» chiese la giovane. «Avvicinati al caminetto e cerca tra la cenere, uhm… un qualcosa! Craaa! Sbrigati! Craaa!».

La fanciulla, sconvolta, infilò le mani nel mucchio di cenere e sentì un oggetto: una chiave! «Che cos’è questa, corvo?»

«Non posso dire nulla. Non fare domande, per favore. Prendi con te la chiave, mettila in tasca e andiamo». La ragazza obbedì all’amico e si diressero veloci nella foresta.

«Perché? Perché non mi puoi dire nulla? Come puoi pretendere che io rimanga all’oscuro di tutto quando ne va della vita di mio padre?» singhiozzò Capelli Dorati al corvo che prontamente rispose: «Lo so, lo so fanciulla! Credimi però, quando ti dico che non ti posso dire più di quello che ti ho già detto».

Foto di Yuri B da Pixabay

I due camminarono e camminarono, quasi per un giorno intero, finché tutto ad un tratto in mezzo ad una piccola radura, si trovarono davanti ad una spettrale casetta. Ed ecco anche il calesse del mugnaio.

«Di chi è questa casa, corvo?» chiese Capelli Dorati.

«È della strega che tiene imprigionato tuo padre» rispose.

«Una strega?» domandò spaventata la ragazza.

«Già» rispose cupo il corvo che continuò: «Tuo padre stava cercando un riparo durante il viaggio e purtroppo è finito qui. Dobbiamo uccidere quell’arpia al più presto o lo mangerà!».

«Ucciderla? Mangiarlo? Mi sento svenire» rispose la giovane che era sbiancata all’improvviso.

«Non è il momento, Capelli Dorati! So che puoi farcela. Solo una ragazza pura di cuore lo può fare. La strega non è in casa, è il momento di far uscire tuo padre. Andiamo!».

La ragazza spinse la porta di casa che era semplicemente accostata. L’interno era buio e polveroso, ma in un angolo scorse una gabbia. Ed ecco, all’interno, suo padre addormentato. «Papà!» urlò. «Sssst zitta! Craaa!» fece il corvo.

CONTINUA…

“La fanciulla e il corvo” (terza ed ultima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

Immagine di Yuri_B da Pixabay

La fanciulla e il corvo: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

21 risposte a "“La fanciulla e il corvo” (seconda parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa"

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  1. Addio elemento sorpresa.
    Sono una bella coppia: lei si fa sgamare subito e il corvo fa più casino di lei quando le dice di non fare casino.
    Il racconto è carino; ogni tanto c’è qualche refuso, ma scorre bene.

    "Mi piace"

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