“La fanciulla e il corvo” (prima parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

C’era una volta un mugnaio che aveva tre figlie: una, la maggiore, si chiamava Morgana; la seconda si chiamava Gertrude e la più piccola si chiamava Capelli Dorati.

Un giorno il vecchio padre dovette partire per affari. Prese il suo fedele cavallo, lo imbrigliò, chiamò le tre figlie a raccolta e salendo sul calesse disse: «care figliole, badate alla casa mentre io sarò via. Il viaggio verso il paese vicino durerà qualche giorno. Tornerò il prima possibile» e salutando le adorate ragazze, si avviò lungo il sentiero.

Appena egli fu abbastanza lontano, le due sorelle più grandi incominciarono a sghignazzare: «Capelli Dorati! Forza! Al lavoro! Hai tutta la casa da pulire e i nostri vestiti da rammendare! Non vorrai per caso che in paese ci prendano per delle pezzenti, vero?» chiese divertita Morgana.

«No di certo cara sorella, ma vedi, anche io vorrei venire al villaggio con voi… Sai, c’è quel tale…»

«Ma sentila! Ho capito a cosa ti stai riferendo… O meglio: a chi! A quel panettiere, come si chiama? Gioacchino o qualcosa del genere» sghignazzò forte Gertrude.

«Si chiama Giannino! E beh… io provo dell’affetto sincero nei suoi confronti» la interruppe Capelli Dorati. Le due sorelle maggiori si guardarono e scoppiarono in una grossa risata che fece riempire alla povera ragazza gli occhi di lacrime.

«Piantala con queste stupidaggini e datti da fare, questa sera c’è la festa in paese, alla quale tu non verrai certamente. I nostri vestiti devono essere pronti» urlò Morgana. Le due continuarono a ridere e si diressero verso la stalla dove avrebbero preso l’altro calessino per andare a spassarsela in paese.

«Cra! Povera ragazza sfortunata!» gracchiò un corvo appollaiato sul ramo di un albero.

«Caro corvo, la vita è più dura di quello che pensi, ora non mi resta che prendere la scopa e sbrigarmi a pulire, altrimenti non riuscirò a sistemare i vestiti» singhiozzò la fanciulla.

«Posso aiutarti io, ragazza!» gracchiò il corvo.

«Tu? E come puoi aiutarmi tu?» rispose lei.

«Non ti preoccupare, non voglio nulla in cambio. Vai a rammendare i vestiti e, quando avrai finito, anche io avrò finito di pulire la casa».

Capelli Dorati, seppur titubante, si diresse nella stanza del cucito e passò l’intero pomeriggio a sistemare gli abiti. Quando giunse alla fine del suo lavoro, qualcuno bussò alla finestra. Era Giannino! La ragazza emozionata andò alla porta.

Foto di Myriam Zilles da Pixabay

«Capelli Dorati, mi chiedevo se questa sera ti andrebbe di venire in paese. Ho saputo che le tue sorelle ci saranno» sospirò il ragazzo.

«Mi dispiace Giannino, ma mio padre non c’è e loro mi chiuderanno in casa. Non posso rischiare di diventare lo zimbello del paese: mi umilierebbero davanti a tutti se solo mi dovessi avvicinare» rispose in lacrime la poveretta.

«Beh, a me non interessa molto quella festa. Se vuoi posso venire qui a tenerti compagnia stando alla finestra» propose il ragazzo. A sentire quelle parole il cuore della giovane si riempì di gioia: «Sei molto dolce, va bene» e i due si salutarono.

«Cra! Molto gentile quel giovanotto, cra! Io ho finito di pulire» la informò il corvo.

«Ma come hai fatto?» domandò stupita Capelli Dorati.

«Non fare domande, ragazza, cra

«Va bene, grazie simpatico amico» concluse la giovane.

CONTINUA…

“La fanciulla e il corvo” (seconda parte) – fiaba di Elena Canepa e Laura Canepa

Immagine di Myriam Zilles da Pixabay

La fanciulla e il corvo: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

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