14 agosto 2018: una data da non dimenticare

Il mio pensiero, in questo momento, sta andando a questa data: 14 agosto 2018. Ero in viaggio, il viaggio di ritorno dalla mia vacanza in moto in Spagna. Ci eravamo prefissati un certo numero di chilometri, partendo da Mojácar, fattibili in giornata: 630 circa per raggiungere Tarragona.

Il caldo asfissiante che ci aveva accompagnato fino ad allora si faceva sentire anche in quella giornata: fin dalla mattina il sole bruciava, splendendo in quel cielo terso estivo. Nonostante questo, le pause in autogrill erano ridotte al minimo indispensabile per sfruttare al meglio il tempo a disposizione; reduci della vacanza in moto delle due settimane precedenti.

Ricordo ancora quel momento: erano circa le due di pomeriggio quando ci fermammo in un’anonima area di servizio lungo l’autostrada. All’ombra di un piccolo albero, al riparo dal sole cocente, cercai il cellulare tra i bagagli e finalmente lo trovai.

Circa settanta messaggi di WhatsApp e diverse chiamate; ma cosa diamine era accaduto? Di solito non ho mai tutti quei messaggi su WhatsApp; i gruppi non silenziati ogni tanto “impazziscono”, ma così mi pareva eccessivo. Aprii alcune chat e mi ritrovai foto, video e frasi disperate a commento di immagini grigie e a me così estranee, viste le giornate soleggiate che ci accompagnavano da giorni.

“Ehi, ma questo è il ponte di Genova! Quello dell’autostrada!” sento dire dal mio ragazzo, proprio mentre anche io stavo realizzando si trattasse di un luogo conosciuto.

“È caduto il ponte! Non ci credo!” leggo tra i messaggi di una mia amica, con allegate le immagini di Primocanale (la nostra TV locale).

“Ma che cosa sta succedendo? Sembra uno scherzo, un ponte non può crollare!” urlavo io nella mia testa, mentre i pensieri si affollavano nella mente. C’erano dei morti? Com’era potuto accadere? E papà?

Mio padre lavora come operaio del gas per una nota azienda e deve spostarsi per tutto il giorno in città col suo furgoncino.

In una frazione di secondo chiamai casa. “Cos’è successo? State tutti bene? Papà?” chiesi disperatamente a mia madre.

“Sì, stiamo tutti bene, ma ci siamo presi un bello spavento. Tuo padre non rispondeva né a noi né ai suoi colleghi” disse mia madre mettendomi al corrente della situazione.

Alle 11:36 un crollo parziale del viadotto Polcevera, ponte Morandi, aveva causato la morte di 43 persone (accertata nei giorni seguenti). Mio padre era al telefono con mia madre dalle 11:34 e la stava avvisando di aver appena preso l’autostrada da Genova e che sarebbe passato in banca (come richiesto da mia madre).

Andava più veloce del solito, nonostante la pioggia e nessuno gli aveva fatto “perdere tempo”. Appena entrato in galleria (quella verso ponente, appena superato il ponte) venne spaventato da un fortissimo tuono che fece tremare il suo furgoncino. “Niente di troppo preoccupante, è il temporale” pensò lui, proseguendo per la sua strada.

Quello non era stato un semplice tuono, era il boato causato dal crollo che molti scambiarono proprio per un tuono. I colleghi di mio padre lo tempestarono di chiamate perché sapevano si trovasse, molto probabilmente, in quel punto e in quel momento.

No, mio padre è stato miracolato. Si è salvato per pochi minuti e ancora oggi ripensa a quel giorno rabbrividendo.

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Io, a molti chilometri di distanza, provai paura e disperazione. Piansi e tremai per ciò che poteva essere e che, per fortuna, non è stato.

Alla luce di questo ultimo crollo di parte del viadotto che collega Savona a Torino io mi domando come sia possibile che persone comuni che vanno a lavorare o che comunque ogni giorno devono spostarsi, debbano rischiare la vita o addirittura perderla in questo modo.

Genova si rialzerà, la Liguria si rialzerà. Il dolore di chi ha perso i propri cari, però, non svanirà mai.

Questi fatti non devono più accadere. Non possono più accadere.

Elena🖤

Immagine di Viktar Masalovich da Pixabay

2 risposte a "14 agosto 2018: una data da non dimenticare"

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  1. L’ha ripubblicato su ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦e ha commentato:

    Buongiorno. Da ieri, Genova ha un nuovo ponte, ponte San Giorgio. Ho seguito in diretta l’inaugurazione, ma sarà percorribile probabilmente da domani. A Genova c’è stato un acquazzone seguito da un grosso arcobaleno che ha circondato un ponte. Che fosse un segno?
    Di seguito vi ripropongo il mio articolo con un brutto ricordo legato al fatto che io, nel giorno del crollo del Morandi, ero in ritorno da un viaggio in moto in Spagna e, quindi, lontana dai miei cari.
    Certi fatti non vanno mai dimenticati.
    Elena

    "Mi piace"

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