“Non allontanarti troppo” (seconda parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

Hai perso la prima puntata? Clicca qui  👉  “Non allontanarti troppo” (Prima Parte) – di Elena Canepa e Laura Canepa

 

Le ore passarono e si fece buio, ma del ranger nessuna traccia.

«Ma dove diavolo è finito quel ranger?» sbottò Jennifer.

Janet ogni tanto lanciava qualche occhiata a Jared che contraccambiava, ma gli occhi del ragazzo erano attratti anche dal sedere di Pam mentre sistemava il sacco a pelo.

Il gruppo decise di mangiare qualcosa e accesero un fuoco. Nella confusione Pam si alzò e si diresse verso il bosco. Jared, inosservato, decise di seguirla. La vide mentre si spogliava e si tuffava nel laghetto sottostante. Riemerse e lo guardò, gli fece cenno di seguirla. Jared si spogliò e la raggiunse. Pam gli sussurrò all’orecchio: «È molto più eccitante qui» e gli si avvinghiò addosso.

Tutt’a un tratto la ragazza urlò, ma non di piacere: «Cosa diavolo è stato? Qualcosa mi ha toccato!».

«Sono stato io, stai calma!» sussurrò Jared.

«No, no, no! Una mano, mi ha afferrato il piede!» continuò lei imprecando.

Uscirono dall’acqua. «Aspetta qui, vado a vedere in giro se c’è qualcosa» disse il ragazzo rivestendosi, prima sparire nel buio. Pam fece qualche passo avanti e indietro. Guardò in cielo, la luna quella notte non c’era. Si voltò di scatto. Un’ombra le era appena passata di fianco, ci avrebbe giurato.

immagine di freakwave da pixabay

«Chi c’è?» chiese debolmente «Jared, sei tu?».

Nessuna risposta.

Decise di fare ancora qualche passo, ma non vide nulla. Continuava a percepire una presenza, un respiro sul collo. All’improvviso si sentì mancare la terra da sotto i piedi. Inciampò e rotolò per un po’ di volte finché non si fermò.

Una puzza incredibile le riempì le narici e uno strano ronzio soffocato si levò da terra. A tastoni e imprecando raccolse il cellulare e accese la torcia.

Urlò di terrore: a pochi centimetri dalla sua faccia, un uomo dagli occhi vitrei e la bocca contratta la stava fissando. Una marea di vermi brulicava su una ferita che aveva in mezzo allo stomaco.

Con il cuore che le batteva all’impazzata, osservò meglio il corpo senza vita e iniziò a singhiozzare. Sul petto portava una targhetta: lesse ciò che c’era scritto e imprecò nuovamente. Doveva correre ad avvisare gli amici, ma all’improvviso sentì un rumore. Si voltò, ma non vide nessuno. Intuì che c’era qualcosa, un’ombra dietro le sue spalle. Cosa diamine era stato? Il sudore le colava lungo la schiena e, improvvisamente, qualcosa le sfiorò il collo. Si girò. Era lì, dietro di lei. La stava fissando e poi la colpì. Pam cadde a terra priva di sensi. La figura nell’ombra, con le mani incrostate di fango e sangue, la prese per le braccia e la trascinò via.

«Ragazzi, presto! Ho perso Pam nel bosco! Era con me e adesso è sparita!» urlò Jared con il fiatone.

«E tu cosa diavolo ci facevi nel bosco con lei?» ringhiò Janet che però non fu presa in considerazione dagli altri.

«Ragazzi, stiamo calmi. Sono sicuro che Pam sarà da qualche parte qui intorno. Io rimarrò ad aspettare il ranger Johnson che verrà a darci una mano, voi andrete a cercarla» decise Pablo.

«Credi ancora che quel ranger tornerà a salvarci?» domandò Jennifer con una risata amara.

«Non lo so, ma qualcuno dovrà pur rimanere qui ed è meglio che voi ragazze non vi dividiate» concluse perentorio il giovane.

«Allora? Cosa diavolo ci facevi con lei?» chiese Janet a Jared una volta che si furono allontanati.

«Che ti importa? Non stiamo insieme!» sbottò il ragazzo.

«Ehi! Venite a vedere!» li interruppe Jennifer. La ragazza fece luce e mostrò loro la bandana di Pam. Nessuno parlò. Il buio e il silenzio li pervasero e quella solita sensazione di essere osservati incombeva su di loro. C’era talmente tanto silenzio che si sentivano i loro respiri e addirittura sembrava che ad essi se ne aggiungessero altri, affannati, disumani.

Jared si guardò intorno e deglutì. Osservò meglio nell’oscurità, era sicuro che qualcosa si nascondesse tra le fronde. Si voltò di scatto. Impiegò una frazione di secondo a realizzare cosa sarebbe successo. Per loro era finita.

La cosa più strana che avessero mai visto avanzava convulsamente verso di loro. Aveva le gambe traballanti e storte, mentre si avvicinava emetteva strani urli muovendosi a scatti. Gli mancavano le labbra e la faccia deforme era ricoperta di sangue e brandelli di pelle putrida. D’un tratto accelerò bruscamente il passo. I movimenti diventarono talmente inquietanti da far sembrare la spina dorsale spezzata e curva.

«Merda! Scappate!» urlò Jared. Nella fuga Janet inciampò e, prima che i due ragazzi potessero tornare indietro ad aiutarla, l’essere deforme le spaccò la testa con un’accetta. Le staccò un braccio a morsi e lo lanciò verso i giovani che, urlando, corsero nel buio della notte il più lontano possibile.

CONTINUA…

“Non allontanarti troppo” (terza ed ultima parte) di Elena Canepa e Laura Canepa

Immagine di _freakwave_ da Pixabay

Non allontanarti troppo: Copyright © Elena Canepa e Laura Canepa – Tutti i diritti riservati

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